Cagliari.L'acquazzone fa saltare la nuova pavimentazione di via Garibaldi

L’acquazzone che si è si è abbattuto sulla città e sull’hinterland, la scorsa notte e che ha visto cadere la bellezza di 50 millimetri di pioggia in mezz’ora,ha procurato molteplici danni a Cagliari e Pirri. Il sindaco  del capoluogo Massimo  Zedda, su Fb, tiene a precisare che non hanno ricevuto nessun avviso di allerta meteo. Se non un un’allerta ordinaria, di tipo giallo, per cui non era necessaria la convocazione del Centro operativo Comunale. Ma nonostante l’assenza di bollettini di criticità, quando sono arrivate le prime segnalazioni dalle stazioni pluviometriche in città, la Protezione Civile di Cagliari ha attivato la procedura di emergenza del Piano di Protezione Civile che ha coinvolto uomini e mezzi di diversi assessorati. Precisando che nella zona di Pirri le  nuove vasche di raccolta delle acque hanno funzionato,  considerando la quantità di pioggia caduta in un tempo molto limitato, anche se sanno benissimo che non sono sufficienti per eventi di quella portata, spettano dalla Regione i 30 milioni di euro già finanziati, indispensabili per proseguire il lavoro iniziati per l’attenuazione del rischio idrogeologico.
Va bene a Pirri, dove se una via si chiama “via de s’arriu” e diventa appunto un “rio” forse è naturale veder un fiume d’acqua (anche se in molti fanno orecchie da mercante sul perché ), ma la gente chiede comunque oltre la difesa ad oltranza dell’amministrazione anche la manutenzione ordinaria e straordinaria di tombini e fogne. Forse le allerte saranno sempre ordinarie visto che questa quantità di pioggia ormai è diventata la normalità, forse siamo noi umani  a doverci porre rimedio la dove è possibile. O vogliamo forse parlare di questo primo acquazzone in relazione alla nuova pavimentazione in Via Garibaldi costata mesi di lavori oltreché tanti soldini? Pavimentazione che non ha retto al fiume d’acqua dell’altra notte! E si, il nuovo pavimento di via Garibaldi si è gonfiato. Ma come si lavora? Chi deve controllare come si lavora?

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