Lo ius soli divide il paese, ad un colpo di mano della sinistra risponderebbe la destra con un referendum abrogativo

Lo ius soli è un provvedimento «divisivo» per il Paese, ma per Matteo Renzi al contrario deve fare da «collante politico», da «vinavil»per ricostruire un’alleanza di sinistra.

Il centrodestra si mette di traverso, annuncia la mobilitazione per un referendum abrogativo della legge sulla cittadinanza, che governo e Pd vogliono far approvare dal parlamento. Per il capogruppo alla Camera di Forza Italia i numeri non ci sono e se il provvedimento passasse, grazie alla fiducia, Fi e gli alleati s’impegneranno subito a raccogliere le firme per una consultazione popolare. «Da Renzi – scrive su Facebook Brunetta – un cinismo politico spudorato e indecente. È ormai disperato e prova, in modo inaccettabile, ad usare un provvedimento delicatissimo e divisivo come lo ius soli, come collante dell’area politica di sinistra. Ma in materia di cittadinanza l’Italia è uno dei Paesi più generosi al mondo. Le acquisizioni di cittadinanza italiana sono passate da meno di 50 mila nel 2011, quando rappresentavano l’1,7% dei cittadini non comunitari residenti, a quasi 185 mila nel 2016, il 5,3% dell’attuale popolazione non comunitaria residente. Tra il 2012 e il 2016 sono oltre 541 mila i cittadini non comunitari divenuti italiani».

L’accusa al segretario dem è quella di usare strumentalmente la legge per «fare qualcosa di sinistra», come invocava Nanni Moretti ai tempi di D’Alema, e recuperare i voti di Mdp, Si e Verdi. Per il senatore azzurro Maurizio Gasparri, «lo psicodramma interno al Pd non si può risolvere nelle aule parlamentari e ai danni del Paese. Lo ius soli sarebbe un fattore di attrazione ulteriore mentre l’Italia è già esposta a continui sbarchi». Il capogruppo azzurro a Palazzo Madama Paolo Romani chiarisce: «Non faremo mai passare lo ius soli al Senato».

La Lega ha annunciato non solo una battaglia parlamentare, ma anche un’insurrezione in tutte le piazze d’Italia. Gian Marco Centinaio, presidente dei senatori del Carroccio, minaccia: «Non si azzardino. Se riusciranno a porre la fiducia e se mai avessero la maggioranza noi pubblicheremo tutti i nomi, uno a uno, dei senatori che voteranno Sì a questa porcheria». Toni non meno accesi dal responsabile Sicurezza e Immigrazione della Lega, Tony Iwobi, che dà dei «pazzi irresponsabili» a Renzi e al premier Paolo Gentiloni. «Il Pd – dice – è un partito eversivo e anti-italiano che deve scomparire dalla faccia delle terra. Chiunque voterà Pd o sinistra alle prossime elezioni commetterà di fatto un crimine contro il popolo italiano. La legge sulla cittadinanza è giusta così com’è e, semmai, se servono modifiche, vanno fatte in senso restrittivo».

Anche Fdi accusa i dem di cercare solo nuovi voti e di rispondere ad emergenze del Paese, come quella della povertà, spendendo più soldi per l’accoglienza degli immigrati e con lo ius soli.

È da settembre che il centrodestra annuncia il referendum in caso di varo della legge e la mobilitazione è sul territorio: mercoledì nel Trentino Alto Adige appena visitato da Renzi il Pd è stato sconfitto da una mozione del centrodestra con la Svp, che impegna la giunta regionale a manifestare a governo e parlamento il no della regione al ddl sullo ius soli. I dem, che hanno appena trovato l’intesa sul Rosatellum con il partito sudtirolese (da sempre contrario al provvedimento sulla cittadinanza) si ritrovano un altro problema.

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