Donazione sangue, commento di Lila Cagliari su episodio Oristano

Lila Cagliari, Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids,  in una nota commenta  in merito ai fatti riportati dalla stampa locale sul rifiuto della donazione di sangue di un ragazzo dell’oristanese:

– “Non siamo sorpresi dalla denuncia del giovane dell’oristanese, tante volte registriamo anche nel nostro centralino situazioni simili da parte degli operatori sanitari” così Lila Cagliari commenta i fatti riportati oggi dalla stampa locale sul rifiuto della donazione di sangue di un ragazzo che si è sentito vittima di un caso di omofobia.

Il problema non è il centro San Martino o altri ospedali: “Casi come questo si sono già verificati in altre regioni, anche non volendo entrare nel merito del caso specifico, temiamo – dichiara Brunella Mocci, Presidente di Lila Cagliari – che nessun donatore eterosessuale sarebbe mai stato apostrofato come descritto dai giornali, se questo corrisponde a verità. Noi non abbiamo gli strumenti per verificarlo. Pensiamo che sarebbe stato più semplice e probabilmente più corretto far ripetere immediatamente le analisi del sangue all’utente per poter escludere totalmente il rischio di qualsiasi patologia”.

I donatori di sangue sono una fonte preziosa di cui c’è sempre più bisogno e non si dovrebbe scoraggiarli con comportamenti offensivi e poco professionali. Nella nostra esperienza di ascolto tramite il centralino telefonico e gli incontri nelle scuole emergono frequentemente comportamenti sessuali a rischio o seppur non a rischio, comportamenti con diversi partner. “Il nostro compito – e probabilmente anche quello di tutti gli operatori della sanità – dovrebbe essere quello di garantire un servizio affidabile e sicuro senza giudicare le persone” ha concluso Mocci.-

Il fatto
Un giovane di Oristano, Andrea Pisano, ha denunciato attraverso i social di non aver potuto donare il sangue al Centro trasfusionale del San Martino dopo aver risposto al questionario imposto dalla legge, in particolar per i comportamenti sessuali a rischio. Come riportato dal quotidiano online Lanuovasardegna.it  il giovane si sarebbe mostrato pronto a mostrare gli esiti delle analisi compiute oltre il termine del periodo-finestra, di quattro mesi, per le malattie sessualmente trasmissibili. Nonostante questo, gli sarebbe stata vietata la donazione, una scelta contestata dal giovane che si sarebbe sentito “discriminato perchè gay”.

In serata la Assl di Oristano ha diffuso una nota nella quale viene esclusa qualunque discriminazione a carattere sessuale.

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