Confartigianato: “Il lavoro irregolare uccide il nostro settore”

La concorrenza sleale di imprese e lavoratori non registrate, mette a serio rischio l’attività delle oltre 23 mila ditte di artigiani regolarmente iscritte nei rispettivi albi. Costruzioni in primis, ma anche servizi alla persona e benessere, trasporti e facchinaggio, alloggio e ristorazione sono i settori in cui diventa sempre più difficile restare sul mercato.

Secondo il dossier “L’Artigianato maggiormente esposto alla concorrenza sleale del sommerso”, stilato dall’Osservatorio di Confartigianato Sardegna per le MPI su dati ISTAT e UnionCamere-Infocamere al 31 dicembre 2017, a fronte di 56mila artigiani regolari, vi sono quasi 9 mila lavoratori sconosciuti a tutti, il 15,4% del totale della interza forza lavoro del settore.

“Il lavoro sommerso è una cancrena che sta portando alla devastazione tutto l’artigianato – commenta Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – una situazione che o la si combatte ancora più duramente oppure potrebbe condannare migliaia di imprese alla chiusura in pochi anni”. Nessuno deve più tollerare le attività irregolari come se fossero, in qualche modo, legittime anche se talvolta necessarie per la sopravvivenza di molte famiglie “. rispettare le leggi”.

Intanto il Consiglio Regionale della Sardegna istituisce una Commissione speciale sulla situazione delle imprese artigianali e commerciali, una inziativa che riceve il plauso dell’associazione di categoria.

“L’abusivismo è strettamente collegato alla crisi ma non deve essere tollerato – aggiunge Stefano Mameli, Segretario Regionale di Confartigianato Sardegna – Ci sono anche dipendenti in mobilità o i fruitori di ammortizzatori sociali. Questo esercito di abusivi, non solo fa concorrenza sleale alle imprese regolari ma determina una rilevante evasione fiscale e contributiva. Niente tasse, nè contributi, nessuna autorizzazione o permesso, cosi gli abusivi sottraggono risorse allo Stato, fanno concorrenza sleale ai veri imprenditori, danneggiano i consumatori. Una piaga endemica nel nostro Paese, che in questi ultimi anni è in crescita costante”.

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