Alfie potrebbe essere trasferito in Italia

La Corte Suprema britannica ha dichiarato oggi inammissibile il ricorso presentato dai genitori del piccolo Alfie Evans, 23 mesi, per ottenere un riesame del caso. Resta così confermato il verdetto con il quale i giudici hanno dato l’ok ai medici a staccare la spina al bimbo – colpito da una patologia neurologica degenerativa mai diagnosticata esattamente – contro il volere di papà Thomas e mamma Kate.

Durante la giornata di ieri, il padre Thomas è stato ricevuto dal pontefice argentino in udienza privata.

Una mossa che potrebbe rivelarsi cruciale questa del padre del bambino di ventuno mesi. Un giovanissimo papà che ha sino ad ora perso la battaglia legale per evitare che a suo figlio vengano staccati i macchinari di supporto vitale, ma che non si è mai arreso dinanzi agli appelli rigettati. Thomas Evans, attraverso i social network, ha ribadito poco dopo l’incontro con Bergoglio che la questione non è ancora finita.

Qualcuno,  come riporta “Il Giornale”, negli ambienti cattolici, inizia a chiamare Thomas Evans “Frodo”, come se questo papà ventunenne incarnasse nella sua storia il ruolo che l’hobbit di Tolkien svolge nella lotta contro il potere all’interno del Signore degli Anelli. La realtà, però, presenta un’altra importante novità: Mariella Enoc, presidente dell’ospedale Bambino Gesù, ha detto a Vatican News di aver parlato con la Segreteria di Stato del Vaticano. La Enoc ha sottolineato che “Intanto è giusto precisare che noi ci stiamo muovendo dal luglio dell’anno scorso. Nel settembre sono andati i nostri medici e abbiamo continuamente ripetuto la disponibilità dell’ospedale”. Il presidente ha affermato poi di aver incontrato il padre di Alfie e di aver visto “una grande determinazione di far vivere il loro figlio”.

Mariella Enoc ha scritto due lettere: una a Thomas Evans e una ai medici dell’Alder Hey Hospital. Nella seconda missiva viene specificata la richiesta di “fare un’alleanza insieme per potere continuare almeno un percorso diagnostico, dove naturalmente tutto sarà condiviso, mentre noi manteniamo in vita il bambino”. Il nosocomio del Vaticano, insomma, ha ribadito la sua assoluta disponibilità ad accogliere Alfie. “I nostri medici – ha specificato la Enoc secondo quanto si legge sempre su Vatican News -hanno fatto una nota di approfondimento, rispetto alla prima che avevano fatto a settembre, dove ribadiscono il desiderio di prenderci in cura il bambino, condividendo sempre tutto con i colleghi inglesi, e dove spiegano che noi trasportiamo moltissimi bambini e quindi non possiamo negare che un minimo rischio ci sia, ma questo vale per ogni bambino…”. Il rischio cui la Enoc si riferisce è quello relativo al viaggio che Alfie Evans dovrebbe fare da Liverpool a Roma in caso di trasferimento.

Papa Francesco, attraverso la Segreteria di Stato del Vaticano, ha fatto sapere alla Enoc di volere in tutti modi che Alfie arrivi al Bambino Gesù. Un bambino di ventuno mesi per cui non sarebbe stata fatta una diagnosi precisa e che sarebbe ritenuto inguaribile. Ma Alfie è “curabile” e prendersi cura di Alfie è la volontà dell’ospedale del Papa. Una “storia infinita” che sta tenendo il mondo col fiato sospeso.

print

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

* Copy This Password *

* Type Or Paste Password Here *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>