“Semplificare il testo e sciogliere le criticità”. La Legge Urbanistica secondo l’Ordine degli Ingegneri sardi

La richiesta di una generale semplificazione del testo in chiave di maggiore chiarezza ed efficacia, e l’indicazione puntuale dei passaggi ritenuti maggiormente critici. È questo, in estrema sintesi, il contenuto della nota inviata nel pomeriggio di ieri dalla Federazione che racchiude i quattro Ordini degli Ingegneri della Sardegna all’Assessorato Regionale all’Urbanistica ed alla IV Commissione del Consiglio Regionale, chiamata ad esaminare il disegno di Legge 409 “Disciplina generale per il governo del territorio”. «Abbiamo apprezzato molto la disponibilità delle istituzioni e la decisione di prevedere un momento di consultazione pubblica che desse modo a tutti di approfondire il testo e ponderare considerazioni e proposte – dice il presidente della Federazione Giuseppe Garau –. Questa procedura ha già consentito, in questi mesi, di fornire spunti e suggerimenti alla politica: con il massimo spirito di collaborazione abbiamo redatto questo documento per sottolineare i passaggi normativi del testo in esame che, agli occhi dei tecnici sardi, possono essere portatori di criticità».

Oltre a diversi spunti positivi, gli ingegneri individuano criticità nelle tempistiche troppo stringenti per le procedure di redazione e approvazione dei PUC previste dagli articoli 44, 45 e 52, e la previsione di ambiti di trasformabilità in luogo della tradizionale zonizzazione, che deve accompagnarsi alla riparametrizzazione di tutti gli standard urbanistico/edilizi.

Una profonda innovazione che potrebbe portare numerose difficoltà applicative, per le quali è necessario che la Regione emani prontamente modulistica e linee guida, d’ausilio agli enti locali nell’attuazione del nuovo metodo di classificazione del territorio e nella gestione dei bandi per le pianificazioni attuative di iniziativa privata.

Altro punto critico le misure per la riduzione del consumo del suolo: «Gli Ordini condividono le politiche di limitazione del consumo di suolo e ritengono che tale risultato si possa ottenere attraverso politiche di “densificazione” urbana e semplificando il recupero del patrimonio edilizio esistente» spiega il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Cagliari Sandro Catta. È noto che gran parte del costruito sia difforme dalle previsioni progettuali (sia per aver eseguito gli edifici sulla base di elaborati “non digitali”, sia per differente sensibilità della stessa Pubblica Amministrazione) e questo crea grandi difficoltà al momento di progettare e attuare interventi di ristrutturazione e di recupero: «Il testo – continua Catta – dovrebbe contenere misure volte alla regolarizzazione, come l’aumento della soglia di tolleranza edilizia di cantiere al 10% per le opere realizzati nell’era analogica o l’introduzione di procedure più semplici per la regolarizzazione di banali difformità».

Altro punto caldo è quello delle trasformazioni per il turismo rurale e della possibilità di costruzione nella fascia costiera. Sulla questione i tecnici ritengono fondamentale che prima dell’approvazione della legge sia portata avanti un’azione di monitoraggio dell’impatto potenziale di quanto previsto dal testo, sia per quanto riguarda le trasformazioni in agro per il turismo rurale che per quanto concerne le seconde case nella fascia costiera. Solo così, dicono gli ingegneri, sarà possibile chiarire come tarare correttamente i parametri e scongiurare i rischi opposti di immobilismo e cementificazione.

«Apprezziamo lo sforzo che è stato fatto per riordinare e sistematizzare le norme urbanistiche regionali con l’obiettivo dichiarato di redigere un Testo Unico della materia – spiega in chiusura il presidente dell’Ordine di Sassari Lorenzo Corda –, riteniamo però che ancora molto possa essere fatto in chiave di semplificazione per garantire chiarezza interpretativa e agevole attuazione delle singole misure previste».

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