Ciclofficina itinerante al Poetto, “Per noi è importante la voglia di sporcarsi le mani”

Due ruote per stare bene o due ruote per agonismo. Due ruote per andare a lavoro o per andare all’università. Che sia Mountain Bike o Bmx, “olandesina” o da città, nuova o vecchia, per le ragazze e i ragazzi della Ciclofficina Sella del Diavolo la bicicletta è semplicemente un mezzo da promuovere, proteggere e conservare.

Sono loro, con la “Critical Mass”, la pedalata collettiva nata di stampo californiano, ad aver sottolineato che le strade non sono solo per le automobili. In una estate di qualche anno fa. ogni giovedì notte una carovana variegata di ciclisti si spostava lungo le vie di Cagliari con l’intento di estendere la filosofia regnante nel locale di via Principe d’Amedeo a tutta la cittadinanza.

E dopo diversi eventi susseguiti negli anni, in questi tre venerdì di giugno la Ciclofficina porta biciclette, attrezzi, manuali e disponibilità alla prima fermata del Poetto, a ridosso delle piste ciclabili.

Nel secondo dei tre venerdì previsti per giugno, si festeggia il compleanno di Cristiano Vinci, uno dei fondatori dello speciale centro di riparazione. E nel mentre che il festeggiato brinda con gli amici, Daniele Rizzo spiega la filosofia che anima il tutto: “La Ciclofficina è un posto dove gli appassionati possono aggiustarsi la loro bici o imparare a farlo. Trovano gli attrezzi giusti e trovano persone volontarie disposte ad aiutarli. Da una ruota bucata o a una ruota non centrata, l’importante è che chiunque venga disposto a imparare, a sporcarsi le mani. Magari non sa fare niente e ci passa gli attrezzi.”

E’ un posto dove l’assistenza è a titolo gratuito: “Se una persona vuole ci lascia una offerta o un pezzo. Una volta, un ragazzo, dopo essersi montato il cambio nuovo, ci ha regalato il vecchio che poi noi abbiamo dato a un’altra persona.”

Fare sapere che esiste, è l’obiettivo della Ciclofficina itinerante in questi venerdì sul lungomare. “Oggi – conclude Rizzo – siamo qui dove c’è più afflusso di gente. Cerchiamo di farci conoscere, di portare sempre più gente ad usare la bicicletta piuttosto che lasciarla arrugginisce in cantina, in garage o nella terrazza”.

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