Fisco. La scheda carburante resta sino al 2019 ma…

Il governo ha differito al 1° gennaio 2019 l’obbligo di emissione delle fatture elettroniche per le cessioni di carburante per autotrazione da parte degli

esercenti gli impianti stradali di distribuzione ed è altresì posticipata sino alla stessa data l’abrogazione della scheda carburante che dunque, rimarrà in vigore sino al 31/12/2018. Ma non tutto però è rimasto invariato

La disposizione di proroga non ha previsto invece alcuna modifica alle nuove disposizioni con riferimento all’onere di pagare le spese sostenute per l’acquisto di carburanti e lubrificanti per autotrazione con mezzi tracciabili,

in pratica, coloro che dal 1° luglio effettueranno acquisti di carburante per autotrazione presso gli impianti stradali di distribuzione, al fine di detrarre correttamente l’Iva e dedurre il relativo costo potranno alternativamente:

utilizzare la scheda carburante, debitamente compilata, ai sensi del previgente articolo 1 del DPR n. 444/97. In questo caso, tuttavia, differentemente da quanto previsto in passato, sarà comunque necessario effettuare i pagamenti mediante strumenti di pagamento tracciabili ai fini della detraibilità/deducibilità

quali sono gli strumenti di pagamento tracciabili?

Si considerano idonei i pagamenti effettuati tramite

assegno bancario e postale

assegno circolare

vaglia cambiario e postale

oltre agli strumenti elettronici quali:

addebito diretto

bonifico bancario o postele

bollettino postale

carte di debito e di credito, prepagate e ogni altro strumento di pagamento elettronico disponibile che permetta l’addebito in conto corrente

E’ necessario ricordare che, poiché l’onere di dimostrare l’inerenza del costo è sempre a carico del contribuente, in presenza di più mezzi di trasporto, laddove il carburante acquistato possa essere riferito a più mezzi con regimi di deducibilità differenti (ad esempio cespiti aziendali o mezzi ad uso promiscuo), la redazione della scheda carburante, con l’identificazione del mezzo cui si riferisce l’acquisto di carburante, può essere validamente utilizzata come mezzo di prova dell’inerenza del costo, evitando possibili recuperi a tassazione da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Giorgio Lecis

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