Pd alla deriva, in Sardegna finiscono quasi a cazzotti

Si è sfiorata la rissa all’assemblea regionale del Pd, ennesima riunione convocata ad Abbasanta per decidere il nuovo leader del partito in Sardegna

dopo le dimissioni del senatore Giuseppe Luigi Cucca. La divisione tra le correnti, che in questi mesi ha paralizzato i dem isolani, è esplosa nei primi tre quarti d’ora, quando si è trattato di verificare il numero legale. Dopo una lunga procedura di identificazione dei partecipati aventi diritto di voto, con spintoni e duri faccia a faccia tra l’area di Renato Soru da una parte e i Popolari-riformisti di Fadda-Cabras dall’altra, la presidente dell’assemblea Laura Pulga ha infine annunciato la mancanza del numero legale e ha sciolto la riunione. Servivano 81 presenti, 78 invece quelli contati dalla presidente. Diversi i soriani che non hanno firmato. Il vice presidente dell’assemblea Dino Pusceddu ha quindi chiesto ai presenti di votare per una seconda verifica, “visto che la presidente – ha chiarito – è quasi scappata con i fogli di firma, un fatto che non ci consente di fare una verifica puntuale del numero legale”. In quel momento è successo di tutto. Ad andare vicinissimi al ‘contatto’ vero e proprio sono stati lo stesso Soru e l’ex parlamentare Siro Marroccu. Gli animi si sono scaldati, e lo stesso Soru (sua la componente soriana) ha avuto pesanti discussioni, sfociate in urla, reciproche accuse e spintoni, in particolare con gli ex parlamentari Siro Marrocu e Silvio Lai (area Popolari-Riformisti), e il consigliere regionale Antonio Solinas, presidente della commissione urbanistica. Gli animi si sono poi rasserenati, ma l’assemblea si è chiusa senza concludere nulla. Anche in Sardegna il Pd è allo sbando e la strada per la ricerca di un nuovo leader è ora tutta in salita e non si esclude il commissariamento dai parte dei vertici romani del partito.

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