La domenica centri commerciali e negozi chiusi

La domenica bisognerà rispolverare la passeggiata al parco o al centro città per le domeniche che verranno in futuro. E se piove si potrà sterzare per l’intramontabile cinema, magari un multisala dove puoi anche scambiare quattro chiacchiere al bar. Una cosa è certa: chi è solo e vuol trascorrere un po’ di tempo nei centri commerciali, chi approfitta dell’ultimo giorno della settimana per fare shopping o sfruttare i saldi, chi ha ospiti e ha esigenza di comprare gli ultimi ingredienti per la paella non potrà fare nulla. Già, perché lo scenario che si sta per aprire è di rivedere tutta la normativa approvata da Monti sulle liberalizzazioni degli orari di apertura e chiusura dei negozi e imporre le saracinesche durante la domenica per qualsiasi attività commerciale, ipermercati e centri commerciali. Quella che sembrava una conquista di un Paese che ambiva a somigliare a quelli moderni, dove gli shop center – e non solo le farmacie – sono aperti 24 ore su 24 – si avvia al tramonto. Insomma, nelle domeniche, i centri commerciali e i negozi resteranno per sempre chiusi.
Michele dell’Orco, del M5S, oggi sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, ha annunciato l’intesa delle forze politiche di maggioranza sulla proposta di legge depositata dalla Lega. La strada imboccata è quella che va verso le chiusure festive e domenicali dei negozi, con possibilità di alcune deroghe che verranno definite nelle prossime settimane (tra cui ci sono i centri commerciali delle città d’arte e di turismo.
Lo scopo è accantonare la tutela dei consumatori – che hanno interesse ad acquistare nel weekend e senza limiti di orari – e dei lavoratori (che sono stati assunti proprio per gli straordinari) per favorire invece i piccoli commercianti che temono la concorrenza dei grandi centri commerciali. Bisogna riscoprire il gusto e il valore della domenica e dei giorni di festa del calendario. Insomma, gli italiani devono ricordarsi che è il giorno del riposo per tutti. E magari andare a messa piuttosto che fare shopping all’americana.
Un ritorno al passato, quindi, rispetto a quanto era stato, con grande fatica, conquistato solo qualche anno fa. Se Monti – dice Salatini, primo firmatario della proposta di legge – voleva migliorare il commercio e rendere più ricco il mercato, non c’è riuscito liberalizzando gli orari dei negozi. A cui ora verrà imposta la chiusura per legge. Che gli italiani riscoprano le chiese e magari i musei (quei pochi – anch’essi – che restano aperti la domenica). E i turisti? Di loro nessuno s’è mai interessato.

Fonte: laleggepertutti.it

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