Francia. Marine Le Pen, obbligata ad una valutazione psichiatrica per i suoi tweet sullo Stato islamico

Marine Le Pen, obbligata in Francia da un decreto dei giudici, si rifiuta di sottoporsi a una valutazione psichiatrica per i suoi tweet sullo Stato islamico.

La Le Pen si è ribellata al fatto di essere stata obbligata a sottoporsi a una valutazione psichiatrica per il caso delle foto dell’ISIS pubblicate su Twitter nel 2015. ” Pensavo di avere diritto alla libertà di opinione, lei aveva scritto su Twitter. Quanto lontano andranno? “

Marine Le Pen è accusata di “diffusione di immagini violente “, un reato punibile con tre anni di reclusione e 75.000 euro di multa, oltre all’allontanamento dalla scena politica..

Non voglio, ovviamente, presentarmi alla perizia psichiatrica ” dalla sala Quattro colonne dell’Assemblea Nazionale, Marine Le Pen ha brevemente affrontato la stampa il Giovedi 20 settembre. ” Sto aspettando di vedere come i magistrati intendono obbligarmi “, ha aggiunto la presidente del Raggruppamento Nazionale .

Il “caso” della Le Pen era partito da una trasmissione della RMC, dove Jean-Jacques Bourdin aveva tracciato un parallelo tra il Fronte Nazionale e il gruppo dello Stato Islamico. Parole che avevano fatto infuriare la presidente del movimento . La Le Pen aveva reagito pubblicando sui social network le immagini delle esecuzioni perpetrate dal gruppo jihadista, con questo commento: ” Jean-Jacques Bourdin, guarda, Daesh, è questo.

Procedura automatica

Jacky Coulon, Segretario Nazionale dell’Unione Sindacale dei Magistrati (USM), ritiene che questa sia una procedura ” automatica “. “Esiste una competenza psichiatrica obbligatoria nel contesto dell’accusa quando si tratta di una trasmissione di messaggi violenti”, aggiunge. È infatti l’applicazione dell’articolo 706-47 del codice di procedura penale. ”

Perfettamente come  nella vecchia URSS, la dissidenza politica veniva immediatamente trattata dai giudici con una “procedura automatica”, obbligando il soggetto a sottoporsi ad una prima perizia psichiatrica. La successiva condanna e l’internamento in manicomio, avvenivano subito dopo.

L’avvertimento inascoltato di Bukovsky

Vladimir Bukovsky , uno scrittore, neurofisiatra e attivista dissidente russo che aveva trascorso 12 anni nelle prigioni psichiatriche della vecchia URSS e nei campi di lavoro, per aver difeso i diritti umani durante gli anni ’60 e gli anni ’70 e che oggi vive a Cambridge, ci aveva avvertito.
Quello dalla Unione Sovietica era un sistema che egli considera sinistramente simile a quello che oggi ci viene imposto con l’Unione Europea.
“E’ veramente un enigma per me capire perché, dopo avere appena seppellito un mostro, l’Unione Sovietica, ne stiamo costruendo un altro notevolmente simile: l’Unione Europea”, aveva detto Bukovsky. Esattamente, cos’è l’Unione Europea? Forse, esaminando la sua versione sovietica, possiamo trovare la risposta.
L’Unione Sovietica era governata da quindici persone non elette che si attribuivano incarichi l’un l’altro e che non erano tenuti a rispondere a nessuno. L’Unione Europea è governata da due dozzine di persone non elette, che si attribuiscono incarichi l’un l’altro, si incontrano in segreto, non devono rispondere a nessuno e che non possiamo rimuovere.
Uno potrebbe dire che l’Unione Europea ha un Parlamento eletto. Beh, anche l’Unione Sovietica aveva una specie di Parlamento, il Soviet Supremo, che si limitava a timbrare le decisioni del Politburo più o meno come fa oggi il Parlamento dell’Unione Europea, dove i tempi di parola nella plenaria sono limitati all’interno di ciascun gruppo e spesso ammontano a un solo minuto per oratore……..Alla fine però 
le decisioni che contano sono presi da altri organismi come la Commissione Europea che trasmette le sue direttive ai governi sulle questioni economiche, politiche ed anche su materie di istruzione, di cultura, di scienza e persino di etica, che dovrebbero essere di competenza di ciascuno stato. La dissidenza nell’URSS era punita con i manicomi e le cure psichiatriche. Tutto indica che anche in Europa la dissidenza dal pensiero unico globalista verrà punita con lo stesso sistema. L’esempio della Francia è indicativo.

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