Ecco la riforma Salvini: “300-400 mila persone potranno andare in pensione”

Sarà l’intervento più importante. Varrà dai 7 agli 8 miliardi di euro. In una intervista rilasciata da Matteo Salvini al Messaggero Veneto delinea i

provvedimenti del governo che serviranno a modificare la legge Fornero. “Non vedrete sconticini alla Pd”, promette il ministro dell’Interno assicurando che la riforma del sistema previdenziale “consentirà a 300-400mila persone di andare in pensione, liberando altrettanti posti di lavoro”.

Nel vertice di maggioranza uno dei punti forti che sono stati trattati è sicuramente quello che riguarda la riforma delle pensioni. L’obiettivo è superare con la “quota 100” (62+38) la legge che porta il nome dell’ex ministro al Welfare Elsa Fornero e che in Italia ha fatto non pochi danni. Al momento non è stata ancora definita la platea interessata ma Salvini assicura che potrebbe interessare fino a un massimo di 400mila persone. La copertura finanziaria dovrebbe attestarsi sui 7-8 miliardi, ma potrebbe calare a 3 miliardi se si incentivassero misure come i fondi di solidarietà e i contributi volontari scontati. Per il recupero delle risorse Salvini ha spiegato al Messaggero Venetoche il governo sta tagliando tutte le spese inutili e gli sprechi e ha anche ribadito che, “se si vuole realizzare un’operazione che rilancia lavoro e crescita”, non ci si può “impiccare alla percentuale”

L’impegno del governo resta quello di mantenere il rapporto deficit/Pil sotto il 3%. “Ma – è l’avvertimento lanciato da Salvini – se dobbiamo aumentare il primo di qualche decimale, per fare ripartire il Paese io lo faccio a occhi chiusi”. Un punto, quest’ultimo, su cui Tria non è troppo d’accordo. “Il suo mestiere è, giustamente, quello di tenere i cordoni della borsa – ha comunque ribadito il leader leghista – ma è ministro di un governo che vuole rispettare gli impegni presi”. Salvini non pretende tutto e subito. Ma al ministro dell’Economia ha detto chiaramente che “le politiche di tagli e austerity negli ultimi anni hanno fatto aumentare il debito pubblico di 250 miliardi” e che per ridurlo “bisogna spendere quello che si ha con intelligenza, facendo crescere il Pil”.

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