

Quali sono i fattori che frenano o accelerano la crescita della Sardegna? E quali politiche e strumenti possono incidere davvero su produttività, innovazione e sostenibilità? A queste domande ha risposto il workshop “Crescita, produttività e innovazione in Sardegna. Analisi e riflessioni per il futuro”, che si è svolto ieri mattina nella Sala Officine di Sa Manifattura, a Cagliari, co-organizzato da Sardegna Ricerche e Banca d’Italia.
Ad aprire i lavori i saluti istituzionali della Direttrice generale di Sardegna Ricerche, Carmen Atzori, del Capo di Gabinetto dell’Assessorato regionale della Programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, Gian Luigi Sotgia, e del Direttore della Sede di Cagliari della Banca d’Italia, Giovanni Giuseppe Ortolani. Un avvio che ha ribadito la centralità della collaborazione tra istituzioni e attori dell’ecosistema per trasformare analisi e dati in scelte operative e di lungo periodo.
«Oggi a Sa Manifattura il workshop ha lanciato un messaggio chiaro: il dialogo tra istituzioni è la prima condizione per trasformare analisi e dati in scelte operative e di lungo periodo» – ha dichiarato Carmen Atzori – «Abbiamo ribadito un principio decisivo: le politiche per l’innovazione non scelgono i vincitori, creano le condizioni perché emergano – infrastrutture, competenze, accesso al capitale e reti, con un rapporto stabile tra ricerca e impresa. La Sardegna ha già dimostrato molto, ma la sfida è tradurre l’innovazione in crescita e produttività: serve un ecosistema integrato in cui pubblico, università, centri di ricerca, imprese e finanza lavorino nella stessa direzione.»
«Su impulso del Governatore Fabio Panetta, una parte rilevante delle risorse del Dipartimento di Economia e Statistica della Banca d’Italia è attualmente dedicata allo studio delle cause della stagnazione della produttività in Italia e all’elaborazione di analisi e proposte di policy coerenti» – ha dichiarato Giovanni Giuseppe Ortolani – «In questa prospettiva, anche la Sede di Cagliari è impegnata nell’analisi dei divari che caratterizzano l’economia sarda. L’iniziativa odierna rappresenta un primo, importante passo verso una collaborazione strutturata tra la Banca d’Italia e le agenzie regionali che, come Sardegna Ricerche, operano per favorire lo sviluppo del sistema produttivo dell’Isola.»
Dai trend economici alle sfide di sistema
Il cuore dell’incontro è stato dedicato alla lettura dei principali trend regionali. Rosario M. Ballatore (Banca d’Italia – Sede di Cagliari) ha proposto un inquadramento sui temi di crescita, produttività e innovazione, richiamando l’attenzione sulla necessità di rafforzare i fattori che sostengono la competitività del tessuto produttivo. A seguire, Stefano Usai (Università degli Studi di Cagliari) ha approfondito il rapporto tra innovazione e sostenibilità, evidenziando come la transizione – ambientale, energetica e digitale – possa diventare una leva concreta di sviluppo, se accompagnata da competenze, investimenti e capacità di trasferire soluzioni al sistema economico.
Tavola rotonda: quali politiche e quali strumenti
La seconda parte della mattina ha messo a confronto punti di vista complementari nella tavola rotonda “Quale innovazione, quali politiche per la Sardegna”, moderata da Giuseppe Deiana (capo redattore L’Unione Sarda). Al dibattito hanno partecipato Carmen Atzori (Sardegna Ricerche), Mario Mariani (The Net Value e United Ventures), Massimo Carpinelli (CRS4) e Alessandro Faticoni (Confindustria Sardegna).
Nel confronto sono emerse alcune direttrici condivise: l’importanza di un ecosistema in cui ricerca e infrastrutture (a partire dai centri regionali) dialoghino stabilmente con le imprese, la necessità di strumenti efficaci per la crescita e l’accesso a competenze e capitali e il ruolo del sistema produttivo nel tradurre innovazione in produttività, in un mondo sempre più competitivo.
Con questo appuntamento, Sardegna Ricerche consolida il proprio ruolo di snodo dell’ecosistema regionale dell’innovazione, promuovendo momenti di analisi e confronto capaci di orientare le politiche e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, ricerca e mondo produttivo.