Afghanistan: da Cagliari appello per l’avvocata delle donne

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“Sanno chi sono. Sono un’avvocata che ha lottato contro i talebani dal 2009. Non mi preoccupo più solo per la mia vita, ma per i miei tre figli che meritano di vivere un’esistenza che non sia fatta solo di armi, cadaveri, sangue, abusi dei talebani su donne e bambini”. E’ lo struggente appello, raccolto dall’OIAD (Osservatorio Internazionale Avvocati in Pericolo) e fatto proprio dal Consiglio degli avvocati di Cagliari, lanciato da Latifa Sharifi, l’avvocata che lotta per il riconoscimento e la tutela dei diritti delle donne in Afghanistan.

A causa della sua attività ha subito, negli anni, intimidazioni e minacce e ora rischia la vita a Kabul. “Non ho un luogo dove andare. Non so se le mie parole vi raggiungeranno. Ma in tal caso, vi prego di aiutarmi”, ha scritto in una lettera affidata alla sorella Atefa che abita negli Stati Uniti e che ha condiviso sui social le sue preoccupazioni. Domenica 15 agosto Latifa, che da anni lavora per la storica associazione femminile afghana Hawca, è stata respinta all’aeroporto insieme a suo marito e ai figli.

E ora l’Osservatorio chiede che l’avvocata possa immediatamente lasciare l’Afghanistan con la sua famiglia e ottenere l’asilo politico. Richiesta che viene ribadita dagli avvocati di Cagliari che con il loro presidente, Aldo Luchi, sollecitano “l’immediato intervento dell’Alto commissario per la politica estera dell’Unione Europea, del Presidente del Parlamento europeo e del Ministro degli Esteri”.
(Ansa)   

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