Amazon, pronti 10mila licenziamenti

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A partire da questa settimana inizieranno i licenziamenti per il taglio di oltre 10mila posti di lavoro nel gigante dell’e-commerce Amazon, che fino ad ora sembrava resistere ai duri colpi sferrati dalla crisi economica di quest’anno. Loa notizia è riportata da il New York Times, che parla di un numero “fluido” di licenziamenti totali nel settore dei devices, tra cui l’assistente vocale Alexa, oltre che nella divisione retail e nelle risorse umane.

Brad Glasser, portavoce dell’azienda, non ha voluto commentare l’indiscrezione ma se il numero di licenziamenti venisse confermato, si tratterebbe di circa il 3% dei dipendenti Amazon e meno dell’1% della sua forza lavoro globale – che conta 1,5 milioni di lavoratori, per la maggior parte pagati ad ore.

La notizia non arriva del tutto inaspettata. Già ad inizio novembre Beth Galetti, il vicepresidente senior per l’esperienza e la tecnologia delle persone presso Amazon, aveva annuciato in una nota ai dipendenti che il colosso dell’e-commerce avrebbe congelato le assunzioni in tutto il gruppo “per i prossimi mesi”. Con la fine della pandemia, durante la quale Amazon ha visto il suo boom economico (passando da 798.000 dipendenti nel 2019 a 1,6 milioni alla fine del 2021), si è profilata la doppia sfida di un numero maggiore di persone tornate a fare acquisti “di persona” e di una prospettiva economica negativa che pesa sulla domanda dei consumatori.

All’inizio di quest’anno il tasso di crescita di Amazon è rallentato fino ad essere il più basso deli ultimi venti anni. Così, dopo che dall’inizio del 2022 le sue azioni hanno perso il 39,5%, Bank of america ha rimosso l’azienda dalla lista dei migliori investimenti per gli azionisti, nota come US1. Negli ultimi mesi Amazon aveva anche chiuso o ridotto una serie di iniziative – tra cui Amazon Care – oltre che ridotto sensibilmente il personale a ore.

Si tratta di un evento che abbiamo già visto negli ultimi mesi. Amazon è solo l’ultima tra le maggiori società tecnologiche ad aver annunciato piani per rallentare le assunzioni e tagliare i costi per far fronte all’incertezza e al deterioramento dell’economia globale di questo periodo. La stessa strategia è stata adotatta anche da Alphabet (società madre di Google), Meta (società madre di Facebook e Instagram), Twitter e molte altre.

Di fronte alla precarietà dell’economia, i Ceo delle aziende tech di tutto il mondo devono adatarsi ad una nuova realtà. Elon Musk, non appena acquistato Twitter, si è visto costretto a dimezzarne il numero dei dipendenti.

Fonte: Huffpost Italia

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