Apicoltura. Il deputato Cadeddu: “La Regione sblocchi fondi siccità 2017”

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Dichiarazioni degli On.li Luciano Cadeddu e Lucia Scanu, chiedono alla Regione Sardegna, lo sblocco pagamenti siccità 2017:

– Oggi 20 maggio si celebra la giornata mondiale delle api, un essere vivente il cui ruolo in natura è fondamentale e grazie al suo lavoro garantisce anche le produzioni agricole. Proprio in questi giorni gli apicoltori sardi, in particolar modo quelli che operano nel centro sardegna hanno segnalato in questa prima fase del 2020 una situazione molto preoccupante: un crollo verticale delle produzioni di miele. Questa nuova battuta d’arresto, dopo l’annus horribilis 2019 che in alcuni casi ha segnato crolli dell’85%, sta creando molta preoccupazione tra gli operatori del settore e gli agricoltori, una situazione molto difficile e complessa che rischia di mettere in ginocchio l’intero comparto. Riduzione dell’attività delle api, scarso volo e soprattutto mancanza di fioriture, un inverno caldo: sono le cause che portano gli apicoltori a prendere delle decisioni drastiche sulle strategie di allevamento per mantenere in vita le arnie. <>, sono le parole degli apicoltori che in alcune giornate sono costretti a intervenire per nutrirle, un fenomeno che determina un forte aumento dei costi di produzione, in particolare per chi pratica nomadismo, considerato che deve aggiungere i costi del gasolio. Una minore produzione di miele, (ma anche propoli e pappa reale) porterebbe gli apicoltori a chiudere le l’attività o gestirle in modo sempre più marginale e secondario: una tragedia che dobbiamo assolutamente evitare perchè significherebbe meno api, minor salute per l’ambiente e meno lavoro per quanti ormai operano da anni nel settore. Sono necessari maggiori interventi a livello europeo e stiamo lavorando per ottenere maggiori tutele per la prossima PAC. Il mio appello va alla Regione Sardegna: è necessario sbloccare urgentemente tutti i pagamenti della siccità del 2017, per quello che fu un anno nero per il comparto agricolo, a metà gennaio solo una minima parte delle domande era stata liquidato e gran parte non erano state neanche istruite. In questi 2 anni di attesa gli apicoltori, gli agricoltori e gli operatori del settore hanno fatto i salti mortali, ma per un’azienda agricola i soldi a due anni di distanza non possono significare un aiuto concreto ed immediato. I numeri assurdi mettono in luce un sistema dei pagamenti che funziona poco e male, così facendo anziché aiutare imprese agricole, le si sta penalizzando. Grazie al lavoro della Commissione Agricoltura il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali Alimentari e Forestali si accinge a stanziare 2 milioni di euro per la tutela del miele Made in Italy, queste ulteriori risorse destinate al settore serviranno per finanziare di tre tipologie di progetti: – la ricerca e sperimentazione per il miglioramento della produzione – la composizione di prodotti assicurativi per la gestione sostenibile del rischio nel settore apistico – la promozione istituzionale per valorizzare il miele come alimento naturale, attraverso la divulgazione di conoscenze sulle sue caratteristiche nutrizionali, scientifiche e organolettiche. “Da agricoltore e allevatore non posso che schierarmi incondizionatamente dalla parte degli apicoltori. Se vogliamo tutelare la biodiversità e le produzioni dobbiamo salvaguardare l’unica specie che tiene in piedi l’intero sistema agricolo, il futuro dell’apicoltura è futuro stesso della nostra agricoltura”.

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