Aree marine protette, Capo Carbonara. Seminario: Tra biodiversità e piani di gestione

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Lunedì 2 luglio, dalle 9 alle 13.30, l’aula Alfa della facoltà di Ingegneria – via Marengo 2, piazza d’Armi – ospita il seminario di studio che ha per cornice “Pianificazione delle aree marine protette: l’integrazione dei piani di gestione dei siti della Rete Natura 2000 nei regolamenti”. La partecipazione ai lavori è libera.

Il seminario si apre con gli interventi di Sandro Catta (presidente Ordine ingegneri-provincia di Cagliari) e di Corrado Zoppi (presidente facoltà di Ingegneria e architettura – Università Cagliari). A seguire, le relazioni di Fabrizio Atzori (direttore Area marina protetta di Capo Carbonara) sul tema “L’Area Marina Protetta di Capo Carbonara: organizzazione, gestione, regole e potenzialità per lo sviluppo locale”; Paolo Orrù (dipartimento Scienze chimiche e geologiche, Università Cagliari) interviene con “Geomorfologia costiera e sottomarina dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara”; Sabrina Lai (Regione Sardegna, assessorato Difesa dell’ambiente) presenta la relazione “I Piani di gestione dei Siti della Rete Natura 2000: strumenti condivisi e partecipati per la conservazione della biodiversità in Sardegna”.

Lo staff afferente al Dicaar (dipartimento Ingegneria civile, ambientale e architettura dell’ateneo di Cagliari) – il laboratorio sulle aree marine è coordinato dal professor Zoppi e composto da Ignazio Cannas, Maddalena Floris, Federica Isola, Francesca Leccis, Federica Leone, Salvatore Pinna e Daniela Ruggeri – espone su “La metodologia per la stesura del Protocollo sperimentale finalizzato all’aggiornamento dei Regolamenti delle Aree marine protette integranti i Piani di gestione dei Siti della Rete Natura 2000, le disposizioni del Protocollo sulla gestione integrata delle zone costiere e dei Piani di gestione redatti nell’ambito del Progetto Isea, definita nell’ambito del Progetto Girepam”.

“La Rete Natura 2000 e le aree marine protette rappresentano un sistema territoriale finalizzato alla salvaguardia della biodiversità e alla conservazione di habitat. Il sistema – spiega Corrado Zoppi – si configura come strumento efficace di governance ambientale. La sovrapposizione degli strumenti di pianificazione e regolazione delle aree marine protette e dei Siti Natura 2000, la frammentazione e la settorializzazione normativo-vincolistica, e la suddivisione delle diverse strutture di competenza, rappresentano uno dei principali ostacoli all’efficacia del sistema territoriale”. Per i ricercatori il bersaglio passa dalla necessità di riequilibrare e migliorare la fruizione dell’ambiente che “rappresenta una questione fondamentale nell’ambito del dibattito sui nuovi scenari della pianificazione territoriale, soprattutto nei contesti caratterizzati da una forte valenza naturalistica. Una riflessione sulle aree marine protette, volta a sistematizzare la base di conoscenze e a garantire una visione d’insieme del contesto mare-terra, si configura – rimarca il presidente della facoltà di Ingegneria – come necessaria per superare l’attuale settorializzazione regolativa e gestionale”.

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