Austria. Col trionfo di Kurz si riapre il nodo dei migranti

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Austria – La designazione quale cancelliere austriaco dell’attuale ministro degli Esteri e leader dei popolari dell’Oevp, Sebastian Kurz, potrebbe complicare le relazioni già non facilissime tra Vienna e Roma sul dossier migranti, gestito finora proprio dal prossimo premier di Vienna.

Kurz, che dovrebbe allearsi con l’estrema destra xenofoba dell’Fpoe di Heinz-Christian Strache per governare, ha costantemente usato la “minaccia dei migranti” – memore degli effetti in Germania della scelta del cancelliere Angela Merkel che nel 2015 con la WillkommenKultur fece entrare quasi 1 milioni di disperati, perdendo l’8% alle elezioni del 24 settembre – per guadagnare consensi, ricorrendo al continuo spauracchio della chiusura del valico del Brennero, arrivando spesso ad un passo, ed in un caso oltre, dall’incidente diplomatico con l’Italia.

Kurz nella primavera scorsa aveva favorito la crisi del governo austriaco guidato dal socialdemocratico Christian Kern e si è sempre battuto sulla problematica dell’arrivo dei migranti in Europa. Dopo aver fatto chiudere la rotta dei Balcani, Kurz ha insistito per far interrompere il flusso lungo la rotta del Mediterraneo dal Nord Africa verso l’Europa attraverso l’Italia. Il 20 luglio incontrando a Vienna il titolare della Farnesina, Angelino Alfano, Kurz aveva esordito sostenendo prima che “con il ministro degli Esteri Alfano è sempre un piacere incontrarci” salvo poi aggiungere: “Io sono un amico della chiarezza. Gli ho detto: basta ingressi illegali di migranti sulla terraferma italiana da Lampedusa. Attualmente al Brennero c’è una cooperazione tra le forze di polizia, ma se l’Italia continuerà a far arrivare migranti verso nord allora chiuderemo i nostri confini”.

All’epoca il capo della diplomazia austriaca, che già puntava a vincere le elezioni, sostenne: “Non può essere che persone salvate nel Mar Mediterraneo vengano portate in Italia sulla terraferma e poi portate verso nord. Il traffico che c’è tra Lampedusa e la terraferma non può esistere”. Alle parole di Kurz Alfano replicò: “Le sue” sono “idee per la campagna elettorale austriaca (il voto odierno, ndr)…Gliel’ho detto chiaramente”. Peraltro quel giorno – in cui esplose la polemica con Kurz – il capo della diplomazia italiana Alfano era in realtà a Vienna non per parlare di migranti, ma per organizzare la presidenza italiana dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) del 2018. Ad alimentare la polemica il braccio destro di Kurz: “L’Italia chieda scusa per gli insulti insistenti e totalmente inaccettabili nei confronti del ministro degli Esteri Sebastian Kurz. È scandaloso l’accusa nei confronti del ministro di essere un neo-nazista. Le parole hanno superato il limite” disse Heinz-Christian Strache, leader del partito della destra liberalnazionale austriaca (Fpoe), giunto terzo oggi e con ogni probbailità nuovo partner di coalizione con Kurz Il realtà Strache non ce l’aveva con Alfano ma con il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello che aveva descritto la presa di posizione del ministro degli Esteri austriaco Kurz “paragonabile a quella di un naziskin”.

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