
La quinta edizione di MusaMadre entra nell’ultima settimana estiva di appuntamenti per un finale entusiasmante. L’ormai tradizionale rassegna del Comune di Bonorva continua il suo percorso ormai consolidato volto alla riscoperta e alla rigenerazione dell’antico borgo, grazie a un programma di livello che ogni anno, nella bella stagione, attrae curiosi e visitatori, sempre affascinati da questo luogo che rievoca il passato e regala pace e quiete.
Da Barbara Serra a Paola Caridi, da Andrea Cosentino a Gioia Salvatori e Simonetta Solder. Nelle prime settimane di appuntamenti, MusaMadre ha accolto diversi nomi di cartello del panorama nazionale, trovando sempre l’apprezzamento del pubblico. Ma il programma stilato dalla Direttrice artistica Valeria Orani, che quest’anno ha scelto come filo conduttore l’Alterità, non finisce qui. Ancora una settimana di iniziative, di richiami, di offerta culturale di spessore, in attesa dello spin-off ‘Pro Sas Animas’ con la tradizione del culto dei morti e di Ognissanti.
Martedì 2 settembre spazio al teatro con la rappresentazione ‘James’, scritto e diretto da Licia Lanera. Lo spettacolo racconta la vita di quattro attrici e un attore che tentano disperatamente di raggiungere l’immortalità attraverso l’unica cosa che sanno fare: recitare. È la maledizione di diverse generazioni che si confrontano sulla paura, sull’arte, sull’amore, sulla maternità, sull’eredità, sui geni. Un’idea nata durante la lunga stasi forzata dovuta alla pandemia del 2020, che ha messo i teatranti nella scomoda posizione di chiedersi quale direzione avesse preso la loro vita, vedendo sfilare via tante occasioni mancate. Un’occasione per interrogarsi sui concetti di eredità e di immortalità.
Dal teatro si passa poi al cinema, con la proiezione dei cortometraggi prodotti in Sardegna e preselezionati dai critici della Cineteca di Bologna. Mercoledì 3 ecco ‘Visioni sarde’, festival nato nel 2014 nell’ambito dell’ormai storico ‘Visioni Italiane’ con l’obiettivo di raccontare la Sardegna attraverso il cinema e impostosi all’attenzione del pubblico, degli operatori e della critica della settima arte. Anno dopo anno è diventata sempre più grande, mantenendo la sua vocazione di luogo di vetrina per il cinema di qualità prodotto in Sardegna e di scoperta e di valorizzazione dei giovani talenti nostrani.
Doppio appuntamento giovedì 4. Alle 19 ‘Le stagioni della Lettura’ porta a Bonorva Claudio Bagnasco. L’autore genovese ma ogliastrino d’adozione presenta il suo ‘Fare il Possibile’ (Terrarossa Edizioni, 2025) per indagare il nostro corpo, le sue pulsioni, le passioni che ci sconquassano e le relazioni che intessiamo. È un’analisi di noi stessi, per ragionare su ciò in cui crediamo e ciò che avremmo voluto essere, ma anche su ciò che il mondo ci sbatte in faccia: schegge di esistenza rappresentate in modo a volte ironico e irriverente, a volte malinconico e commosso. A seguire spazio a ‘Ecopolis Rebeccu’, la nuova produzione nata dalla collaborazione tra il Coro polifonico Paulicu Mossa e il giornalista americano Jeff Biggers, traendo spunto dalle tradizioni nuragiche e sarde, dai ritrovamenti archeologici di rilievo e dal riconoscimento delle Domus de Janas come patrimonio dell’umanità Unesco. L’incrocio tra mondi temporalmente lontani, ma sempre straordinariamente veri, permette di volgere uno sguardo al futuro del territorio e della sua comunità.
E anche venerdì 5, per l’ultima serata, doppio appuntamento. Le Stagioni della Lettura giunge a conclusione con Patrizia Marras, che ripercorre il viaggio di due ragazzi partiti da un negozio di stoffe nel centro di Alghero e arrivati sotto i riflettori delle passerelle di Parigi e New York grazie alla fedeltà alle radici unita a un’ardita visionarietà. Ma soprattutto grazie a un amore di coppia che si allarga a una grande famiglia e diventa il laboratorio alchemico dove nascono collezioni di moda piene di poesia. Perché ‘La moda non è un mestiere per cuori solitari’, ricorda il titolo del libro (Bompiani, 2025). E per chiudere in bellezza spazio alla musica. Immersi nello scenario mozzafiato delle Domus de Janas di Sant’Andrea Priu, Elena Ledda (voce) e Mauro Palmas (liuto cantabile e mandola) portano ritmi e sonorità del Mediterraneo. La vita musicale della Sardegna si caratterizza non solo per i tratti arcaici di strumenti e tecniche vocali, la cui memoria si perde nel tempo, ma anche per la ricca vitalità del presente. I due artisti sperimentano nuove possibilità di incontro tra musica tradizionale e altre espressioni sonore, senza mai perdere di vista la propria identità ma prefigurando un’apertura alle influenze del jazz e della canzone d’autore. Un progetto artistico che si misura con i sentimenti più veri e profondi.
Giornalista