Brescia. Quarto neonato morto agli Spedali Civili

Brescia. C’è anche un quarto neonato morto agli Spedali Civili di Brescia in questi giorni. A quanto si apprende, il piccolo è nato sabato 5 gennaio con una grave malformazione ed è deceduto nel giro di poco tempo. Dalle prime indiscrezioni risulta che, secondo l’ospedale, non ci sarebbe correlazione con le altre morti avvenute sempre in questi giorni nella Terapia intensiva neonatale della struttura.

Il presidente della Società italiana di neonatologia (Sin) Fabio Mosca riferisce all’Adnkronos Salute che il quarto neonato morto “aveva una malformazione congenita alla trachea incompatibile con la vita”. Mosca spiega di aver sentito i colleghi del reparto di Terapia intensiva neonatale bresciano “uno dei centri migliori d’Italia”. “Queste cose – ammonisce – vanno dette altrimenti adesso, anche con questo caso, si ripropongono ipotesi azzardate del ‘chissà cosa c’è dietro’ e del ‘batterio strano’ non isolato e inizia un pandemonio che va evitato”.

La vicenda della morte dei neonati agli Spedali Civili di Brescia viene seguita con attenzione dall’Ordine dei medici di Brescia “ma ho solo notizie di stampa su questo caso, e non sono in grado di esprimere un giudizio, che mi sembrerebbe prematuro. Le competenze dell’Ordine inoltre sono strettamente legate a quanto previsto dal codice deontologico” afferma all’Adnkronos Salute Ottavio Di Stefano, presidente dell’Ordine dei medici di Brescia, che ricorda comunque come al centro della vicenda ci sia “una struttura sanitaria di alta qualità ed eccellenza”, che assiste bimbi estremamente fragili. “Una cosa però posso dirla: ancora oggi nel 2019 – ricorda Di Stefano – la medicina non cura e non guarisce tutto, come invece si tende a pensare spesso fuori dall’ambiente medico”. E questo “nonostante dal 1978 si sia ridotto drammaticamente il tasso di mortalità neonatale”, conclude Di Stefano, ricordando l’estrema fragilità dei piccoli assistiti nella struttura bresciana.   (Adnkronos)

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