Brexit, riforma del MES, allarme terrorismo in Francia: analisi di attualità geopolitica

Quello che segue è un estratto della consueta intervista che Carlo Savegnago, autore dell’ormai famoso canale YouTube “Il Vaso di Pandora”, ha fatto al Dr. Simone Lombardini, esperto di politica internazionale non nuovo ai lettori di Mysterion, durante l’appuntamento mensile del mese di Dicembre intitolato “Osservatorio di geopolitica internazionale”. I temi affrontati sono sei: la Brexit, la riforma del Mes, le proteste in Iran, l’attentato alla prefettura di Parigi, le prossime esercitazioni USA in Europa e, in ultimo, il recentissimo fenomeno politico-mediatico delle “Sardine”. Mi permetto di fare delle considerazioni su alcuni punti affrontati. Il primo messaggio che mi sento di rivolgere ai lettori è di prendere questo articolo come un’analisi che (a parte i dati di fatto che contiene), in quanto tale, sebbene essa sia argomentata a dovere, non è la verità assoluta calata dal cielo. Scrivo ciò perché lo Scenario che ci sta di fronte è di enorme complessità ed è difficilissimo o addirittura impossibile fare analisi precise di una sua evoluzione. Io personalmente sposo la tesi di Lombardini secondo la quale si stanno sollevando potenti venti di guerra. Resto fermo sull’avviso che nessuno può dire con assoluta certezza che il conflitto mondiale scoppierà e forse la Storia andrà in altra direzione. Il fatto che si svolgeranno in Europa le più grandi esercitazioni militari USA dai tempi della Guerra Fredda si può interpretare non solo come un forte indizio sulle tensioni crescenti tra gli USA e la compagine sinorussa, ma ci rammenta anche che gli americani continuano a comportarsi da padroni nel Vecchio Continente. Termino con un’esortazione alla lettura del Trattato di istituzione del Mes, della bozza di modifica dello stesso e del testo di risoluzione approvato dal Parlamento italiano lo scorso 11 Dicembre (facilmente reperibili in rete), così da farvi un’idea più precisa di cosa sia il Mes, organo di strozzinaggio legalizzato. Ringrazio infine per la gentile collaborazione il Dr. Savegnago e Simone Lombardini. Buona lettura.

 

1) Le elezioni britanniche assegnano una vittoria schiacciante ai conservatori votati con la promessa di realizzare la Brexit in tempi brevi e indolori. Quali saranno le ripercussioni geopolitiche e che cosa significa tutto ciò?

La brexit è stato e resterà per lungo tempo uno sconquasso. È stata l’ennesima ultima sconfitta delle èlite contro i popoli; e dimostra che il sistema mediatico che controllano in toto non riesce più a manipolare l’opinione pubblica a proprio piacimento. Tuttavia si tratta di una vittoria dalle gambe d’argilla; a trascinare il popolo inglese fuori dalla gabbia europea non c’è un eroe del lavoro, ma un maggiordomo del capitale di prim’ordine. Ricordiamo che Boris Johnson, nelle sue stesse parole, ha rivendicato in più sedi di essere stato l’unico ad aver sempre difeso a spada tratta le banche già dal 2008. Dall’altra parte c’era Jeremy Corbyn voleva mettere una tassazione fortemente progressiva, rinazionalizzare alcuni settori dell’economia e prelevare i soldi delle fondazioni che gestiscono le scuole private dell’élite aristocratica inglese.

Corbyn tuttavia ha perso perché ha affermato che le sue radicali riforme socialiste si sarebbero potute fare anche restando nell’UE. Ha promesso un secondo referendum sulla brexit ma non ha capito che queste elezioni erano il secondo referendum. Non ha fatto, marxianamente, l’analisi concreta della situazione concreta; non ha capito quale era lo slogan che avrebbe permesso di unire il consenso delle masse popolari e così i lavoratori si sono divisi e una grande massa di loro hanno votato i conservatori non perché vogliono ancora austerità ma perché erano gli unici in campo a rivendicare una brexit dura e pura, senza se e senza ma, gli unici a promettere una lotta all’immigrazione incontrollata che dilania soprattutto i quartieri popolari.

Questo voto, e continuano a non capirlo le sinistre di tutta Europa, è stato lo scontro tra le forze produttive nazionali classiche e il capitalismo finanziarizzato globale con la sua narrazione cosmopolitica. La polarità oppositiva che conta in questa fase storica è quella tra l’ordine statale-nazionale e il disordine del capitalismo finanziario transnazionale. Tra chi invoca la sovranità dello Stato al fine di proteggere i diritti delle classi lavoratrici, che sono e sempre saranno ceti popolare-nazionali, e chi invece promuove l’internazionale del Capitale, il diritto alle migrazioni continue in un mondo senza frontiere, con piena libertà di circolazione dei capitali.

A livello geopolitico questa scelta indica che l’Inghilterra non vuole restare nell’Europa in questa fase di tensioni crescenti perché, se attraverso i suoi rappresentanti l’Europa dovesse avallare altre sanzioni o addirittura un attacco a Russia e Cina, seguendo semplicemente gli ordini USA, gli inglesi vogliono riservarsi la possibilità di restare fuori al conflitto o di avere quantomeno il tempo per deciderlo da sé stessi come e se entrarvi. Gli inglesi non prenderanno posizione finchè non ci saranno segnali certi da una parte o dall’altra delle fazioni. Una cosa è certa: esce rafforzato l’asse anti-clintoniano che vorrebbe aprire alla Russia e specificatamente esce rafforzato l’asse franco-tedesco che ora è diventata l’unica forza in Europa. Staremo a vedere.

2) In questi giorni è stata approvata la riforma del MES anche in Italia, che cosa comporterà per il nostro paese, e perché questa riforma viene fatta in fretta e furia e cade proprio adesso?

Il MES era stato approvato sotto il governo Monti nel 2012 e già allora ci sarebbe dovuta essere un’insurrezione di popolo. Il MES è una istituzione con poteri coercitivi assoluti, che non deve rispondere a nessuno. I 19 paesi membri dell’euro devono mettere a disposizione del fondo una quota di miliardi per raggiungere quota 700. L’Italia dovrà dare 125 miliardi di euro, per capirci 4 finanziarie.

Il MES è governato da un consiglio di amministratori e da un direttore eletto da questi amministratori non eletti da nessuno. Per costituzione, queste cariche hanno poteri al di sopra della legge; non possono essere indagati, né arrestati, né perquisiti nell’esercizio delle loro funzioni (art.32). Sono immuni anche da restrizioni, moratorie, regolamenti e controlli. Il MES non dovrà chiedere autorizzazioni o licenze ai governi membri per funzionare come istituto finanziario e creditizio a fronte delle loro leggi nazionali. I responsabili del MES godranno tutti di immunità legale, e anche altro suo personale, e il MES godrà di inviolabilità dei suoi documenti. Inoltre a loro discrezione possono aumentare la quota del fondo dovuta da ciascun paese mettendolo in seria difficoltà. I lavori del MES sono aperti ad osservatori della BCE, del FMI, dall’Eurogruppo ma non del Parlamento Europeo, unica istituzione eletta, né delle organizzazioni sindacali.

Ora la vera novità di questi giorni è una modifica del MES che è stato chiesto all’Italia di ratificare. Da ora in poi il MES potrà essere utilizzato anche come fondo per le risoluzioni bancarie ossia le ristrutturazioni gestite da autorità indipendenti. In questo modo il MES diventa anche un meccanismo salva banche. E se quanto detto poc’anzi era già sufficiente per scatenare un’ondata di proteste di massa, quest’ultima decisione è una vera e propria espropriazione ai danni del popolo. Perché i 700 miliardi, che gli europei avranno versato in questo fondo, ora potranno anche essere usati per salvare le banche private, che ovviamente non verranno nazionalizzate. Ora chiediamoci: perché questa decisione è arrivata proprio in questi giorni? Quali sono gli interessi che l’hanno partorita?

La decisione esce ora perché i dazi americani all’Europa e alla Cina hanno fatto andare in recessione la Germania. La Germania ha già il sistema bancario indebitato e in rosso, a partire da Deutsche Bank, e quindi sembrerebbe che per salvare il proprio sistema bancario Francia e Germania abbiano deciso di fare affidamento sui risparmi del resto del Sud Europa. In realtà le cose sono un poco pi complesse. L’European Banking Authority, che identifica le banche di rilevanza sistemica a livello globale, ha calcolato che le 5 più grandi banche tedesche (Bayern Lb, Commerzbank, Deutsche Bank, DZ Bank, LBBW) hanno una esposizione complessiva pari a circa 50mila miliardi di euro. È evidente che il fondo salva stati, qualora arrivasse anche a regime non sarebbe che una goccia nel mare (700 miliardi contro 50.000!). Inoltre il sistema bancario europeo non può fallire perché la BCE potrà sempre comprare i titoli tossici creando nuova moneta. è quello che ha fatto dal 2008 con il Quantitative Easing; le banche sono già le padroni del denaro, hanno già una quota di partecipazione nella BCE che è una spa privata. La ragione profonda della trasformazione del MES in un fondo salva banche è che i signori della finanza vogliono appropriarsi della ricchezza reale delle nazioni del sud Europa, Italia in primis. Loro sanno che non è il denaro ad avere valore ma i beni reali. Con il sistema del MES, le BC danno in prestito i soldi ai mercati dei capitali, i mercati dei capitali li prestano agli Stati, gli Stati li restituiscono ai mercati dei capitali che li restituiscono alle BC. Con queste semplici partite di giro, i soldi escono dalle BC e rientrano nelle BC avendo indebitato i nostri popoli! Il loro scopo è trasformare il debito pubblico delle nazioni in debito privato perché così potranno pignorarci i nostri beni reali, le proprietà immobiliari, le terre, ecc.

3) Recentemente è scoppiata una protesta popolare in Iran, oscurata dai media sino all’ultimo e poi liquidata velocemente, che cosa sta succedendo in quel paese e che ruolo riveste nello scacchiere internazionale?

Non si può parlare dell’Iran prescindendo dal contesto geopolitico in cui esso si inserisce. Siamo nel pieno di una contesa internazionale per il dominio del mondo, alla vigilia, molto probabilmente, di una terza guerra mondiale. I fronti che si contrappongono sono da una parte gli Stati Uniti e i loro vassalli europei e dall’altra parte un coacervo di potenze più piccole che si richiamano in varia misura a un ordine mondiale multipolare. In questo scontro le due potenze principali, sappiamo, che si stanno contrapponendo ai piani egemonici americani sono la Cina e la Russia. La Cina rappresenta la vera minaccia per gli USA, la nuova forza economica capace di sfidarli. In questa guerra epocale, la Cina si trova priva di petrolio e di gas, il carburante necessario per sostenere la sua crescita. I suoi tre principali fornitori sono Russia, Venezuela e Iran. Da qui discendono tutte le tensioni sull’Iran.

Questo è il contesto di partenza: per valutare il recente scoppio di manifestazioni di massa antigovernativi si deve tenere conto di due livelli differenti: un livello esterno e un livello interno. A livello esterno, come detto, bisogna difendere l’attuale posizione geopolitica iraniana alleata della Russia e della Cina, avversa agli Stati Uniti, perché questa posizione impedisce o comunque rallenta lo scoppio della guerra diretta. Inoltre l’Iran in questo momento ha il pieno controllo della propria moneta e delle proprie risorse petrolifere, che appartengono a società di diritto pubblico della repubblica iraniana, e quindi sono totalmente autonome da Washington, da Bruxelles e anche dalla Cina. In questo momento l’Iran è, in altre parole, nella condizione di esercitare la propria sovranità e questa condizione deve essere difesa con la vita perché se cedesse la propria sovranità a potenze oltre confine, il proprio popolo non conterebbe più nulla.

Poi c’è un secondo livello di analisi: il fatto che un Paese sia sovrano non implica che il suo governo interno sia desiderabile per la popolazione. In Iran c’è un regime politico molto particolare con un Parlamento eletto democraticamente, ma con un’assemblea di esperti permanente nominata invece dalla guida suprema spirituale, l’Aiatolà. Non è uno stato laico, le donne sono obbligate a mettere il velo e non possono accedere alla carica di Presidente della Repubblica o diventare giudici. Nelle scorse settimane il governo ha annunciato di far salire vertiginosamente il prezzo del petrolio a causa dalle rinnovate sanzioni di Trump. La popolazione stanca delle difficoltà della vita causata proprio da lunghi decenni di sanzioni economiche, dalla grande corruzione politica e dalla grande diseguaglianza della distribuzione di ricchezza, è scesa in sciopero: comunisti, insegnanti, operai, che sono stati immediatamente repressi. Nel giro di pochi giorni gli scontri con le forze dell’ordine hanno fatto 300 morti (un’ecatombe) e oltre 7000 arresti. I nostri media per 4-5 giorni hanno tenuto tutto all’oscuro e non ci hanno fatto sapere nulla e quando hanno parlato lo hanno fatto solo per dare man forte ai progetti americani. Anche qui, come sempre accade ormai nei Paesi dai governi avversati dall’impero, c’è una giovane leader iraniana, Masih Alinejah, trasformata da hollywood nell’ennesima icona dell’ennesima pop-revolution colorata, che vive non a caso in USA e regolarmente intrattiene rapporti col Congresso, che guarda caso si batte per i diritti umani e che vorrebbe riportare lo Scià, anch’egli di stanza negli Usa, al potere in Iran. Mike Pompeo si è addirittura rivolto al popolo iraniano violando il principio di non intervento negli affari interni di un’altra nazione: “Gli Usa vi ascoltano, vi sostengono, sono con voi”. Da questa storia si evince una volta di più come le sanzioni economiche hanno lo scopo di logorare il consenso della popolazione a un governo ostile sino a portarla, legittimamente, alla protesta per poi però prendere saldamente la guida della protesta e riportare il Paese nell’alveo degli alleati americani.

4) L’attentato alla prefettura di Pargi dello scorso ottobre è stato solo un evento sporadico? E in che misura è collegato alla NATO? 

L’attentato alla prefettura di Parigi lo scorso 3 ottobre ha fatto calare il sipario su una Francia ostaggio dei terroristi islamici. L’autore della morte dei quattro agenti in questo ultimo attentato, Mickaël Harpon, rende questo attentato diverso da quelli precedenti, che ha tanto il sapore di un avvertimento al governo francese. Harpon, infatti, non era un semplice poliziotto radicalizzato, ma un informatico del dipartimento di intelligence della prefettura, da tempo in stretto contatto con l’imam salafita Ahmed Hilali. Per anni Harpon ha potuto accedere tranquillamente alle banche dati delle oltre 30 mila «Fiche S»: sigla che contrassegna individui considerati «grave minaccia alla sicurezza nazionale». E il caso non è unico.

Secondo quanto rivelato da un rapporto parlamentare sulla radicalizzazione islamista in Francia, pubblicato a giugno del 2019, tra i funzionari dello Stato sono 30 i licenziati perché radicalizzati. Il ministro Castaner ha innalzato quella cifra a 40. Già nel 2016 una relazione della Commissione Difesa dell’Assemblea Nazionale parla di 50 casi di radicalizzazione tra le file del tricolore francese.

Il quotidiano francese “Le Figaro” documenta però che il fenomeno è esteso e ha ben altra dimensione. Il progresso dell’Islam radicale in corso in Francia da decenni ha fatto registrare ben 21.039 persone segnalate nel file di trattamento dei rapporti per la prevenzione della radicalizzazione di carattere terroristico, tra le quali 10.092 attivi. Tra questi, più di 1500 sono i soggetti che esercitano o hanno esercitato una o più professioni definite “sensibili per la natura dell’attività svolta, per la maggior parte l’amministrazione o i servizi pubblici”.

Sappiamo che dietro l’islamismo più radicale spesso ci sia il Mossad israeliano e la CIA americana. Il terrorismo islamico europeo è eterodiretto e funzionale a tenere sotto scacco tutti i leader europei affinchè nessuno si smarchi dalla NATO. Per questo leggo l’attentato alla prefettura di Parigi come un avvertimento diretto a Macron affinché si fermi sul progetto di Acquisgrana. Non è un caso che l’attentatore sia in questo caso un uomo che si era infiltrato nell’intelligence francese; si voleva dare il messaggio che, se vogliono, gli USA possono rigettare la Francia nel caos quando pare a loro. Macron è letteralmente in ostaggio nel senso che, se portasse a compimento tutto ciò che propone in chiave anti-NATO, questa bomba sociale “improvvisamente” detonerebbe. Tuttavia Macron non sembra intenzionato a fermarsi.

5) Un’iniziativa silenziata da tutti i media rivela che i piani bellici americani proseguono indisturbati. Siamo alle porte di una nuova pericolosissima esercitazione militare in Europa, di nuovo al confine con la Russia. Di che cosa si tratta? 

Un contingente militare, di dimensioni paragonabili a una divisione dell’esercito degli Stati Uniti, sarà schierato attraverso l’Atlantico in Europa la prossima primavera per partecipare alle esercitazioni di “Defender Europe 2020” e per altre attività di addestramento. Questo dovrebbe essere il più grande dispiegamento di truppe americane nel continente europeo dalla fine della guerra fredda. Quattro brigate da combattimento, oltre a più comandi e unità di supporto, saranno trasferiti dal territorio degli Stati Uniti in Europa. In totale si prevede di spostare fino a 20.000 soldati americani e circa 20.000 pezzi di armi e attrezzature militari nel Vecchio Mondo. La maggior parte del personale sarà trasferita principalmente in aereo attraverso i maggiori aeroporti dei Paesi europei e continuerà a viaggiare verso le loro destinazioni su strada. Il trasporto di armi, attrezzature e altro materiale sarà invece effettuato principalmente per rotte marittime. Pertanto, saranno coinvolti anche molti porti europei; i carichi militari partiranno dai porti degli Stati Uniti a Charleston, Savannah, Beaumont e Port Arthur e un certo numero di porti in Texas diretti nell’Anversa belga, nell’olandese Vlissingen, nella tedesca Bremerhaven e nell’Estone Paldiski, per poi procedere in treno per le loro destinazioni.

Inoltre durante “Defender Europe 2020” è prevista la sperimentazione di nuove tecnologie militari, quali: l’uso dell’intelligenza artificiale, armi ipersoniche e robotica. Non serve nemmeno dirlo, il 5G avrà un ruolo cruciale in questo scenario. Queste innovazioni non sorprendono, dato che lo scenario per una presumibilmente loro realizzazione è previsto entro il 2028.

Parallelamente a “Defender Europa 2020”, gli americani prenderanno parte a numerose manovre bilaterali e NATO dirette vicino ai confini della Bielorussia e della Russia. L’epicentro sarà la Polonia, Paese verso cui verranno dirette tutte queste armi e i soldati e in cui si svolgeranno le principali esercitazioni, ma coinvolte saranno anche le repubbliche baltiche proprio per esercitare la difesa collettiva. Lo scopo è testare la capacità dell’esercito americano di trasferire risorse belliche su larga scala in poco tempo; è un test sulla prontezza dell’esercito, una nuova ulteriore e chiara dichiarazione di ostilità verso la Russia che ci avvicina ancora di più allo sterminio atomico. Ricordiamo che già lo scorso mese la Jamestown foundation incitava il Congresso a rimilitarizzare il baltico oltre i livelli stessi in cui versava durante la seconda guerra mondiale. E ricordiamo che sia i Paesi baltici che la Bielorussia sono i due scenari su 5 previsti nel “Providing for the Common Defense”. “Defender Europe” sarà la terza più grande esercitazione militare dalla fine della guerra fredda in appena 5 anni. Ma come si fa a dire ancora che non stiamo andando in guerra? Perché secondo voi avrebbero mobilitato tutte le forze NATO, migliaia di carri armati, centinaia di aerei e decine di migliaia di soldati prima nell’esercitazione del mediterraneo Trident Juncture 2015, poi in Norvegia con la Tirdent Juncture 2018 e ora in Polonia con la Defender Europe 2020? Tutti gli scenari che hanno delineato e che i nostri media vigliacchi ci hanno negato di conoscere, si stanno realizzando e la guerra è ogni giorno più imminente.

6) All’improvviso anche in Italia sembra arrivare una nuova rivoluzione: le Sardine. Finalmente un risveglio di popolo?

Le sardine sono la nuova stampella delle forze mondialiste per arginare l’avanzata dei populismi e dei sovranismi. Mattia Santori, uno dei fondatori, intervistato su fanpage, alla domanda che gli chiedeva: “Siete l’antidoto al sovranismo e al populismo?” risponde: “Non lo volevamo essere, ma lo siamo diventati”. Il nome sardine, come lui stesso ci istruisce, nasce dall’idea di stare tutti stretti come sardine in scatola contro il populismo. Le sardine sono la sintesi perfetta dell’antipolitica militante: ignoranti politicamente, privi di visione del futuro e privi pure di un metodo per cambiare la società. Se ci illudiamo che basti qualche proclama su FB, o qualche pizzata sporadica per cambiare il sistema, vuol dire che non sappiamo che cos’è il potere e come si governa una nazione. Per cambiare un sistema serve un’organizzazione disciplinata, gerarchica, che lega obiettivi di breve periodo con chiari obiettivi di lungo periodo. Serve una meta e serve un’organizzazione. Le sardine non hanno letteralmente né capo né coda e quindi non cambieranno mai il sistema.

Infatti, come loro stessi hanno sin da subito dichiarato, cito testualmente, “noi non siamo contro il sistema”. E quindi, di necessità sono dalla parte del sistema e quindi con l’Unione Europea, con la moneta unica, con la NATO, contro la Russia, con le immigrazioni di massa, con la società aperta di George Soros e di Karl Popper, cosmopolita, fedele al paradigma tecnocratico, aperti alla New Green Economy ecc. Se non sono contro il sistema sono invece violentemente contro chi è fuori dal sistema.

È un movimento che odia chi dichiarano essere odiatori. E questo lo si evince chiaramente dal documento politico che avrebbero approvato, totalmente insulso, privo di alcun contenuto. Nel documento, infatti, ci si riferisce ai populisti e ai sovransiti in questi termini: “Per troppo tempo vi abbiamo lasciato fare…lasciato campo libero…siete gli unici a dover avere paura…dobbiamo liberarci della vostra presenza…non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare…siamo pronti a dirvi basta…”. E questi, a detta della stampa, sarebbero i gentili, democratici, rispettosi e soprattutto gli antifascisti. Le sardine sono la nuova vera frontiera dello squadrismo, uno squadrismo, per dirla alla Fusaro, arcobaleno. Le modalità di comunicazione e i metodi richiamano direttamente lo spirito dello squadrismo anche se il contenuto del loro messaggio è nominalmente antifascista. Il loro linguaggio è intollerante verso chi si pone fuori dai loro schemi di pensiero, è violento verso l’avversario, incita all’odio del nemico; il suo metodo politico sono le “Adunanze” convocate da FB ecc. Stiamo attenti perché ci stanno trasformando in una dittatura intollerante in nome dell’antifascismo.

Questo caso, l’ennesimo direi, merita però una riflessione più profonda. Perché oggi nascono così tanti movimenti d’opinione dalla consistenza eterea? Prima il popolo viola, poi i FFF e infine le sardine? La verità è che l’assenza di partiti di massa impedisce di incanalare le giuste rivendicazioni e frustrazioni popolari in progetti politici di lungo periodo propositivi. Essendo scomparsi i corpi intermedi che legavano Popolo e Parlamento, non essendoci più grandi organizzazioni collettive interpreti degli interessi e delle aspirazioni delle masse, le masse possono essere spostate a piacimento. Non è più la politica dei grandi simboli, per capirci della falce e martello o dello scudo crociato, è la politica delle facce, e ultimamente, del volto di ragazzini. Anche qui, non posso non notare le somiglianze di questo nuovo fenomeno con le tragiche rivoluzioni colorate orchestrate dalla CIA in giro per il mondo. C’è un copione sempre identico, un filo rosso che lega Greta Thunberg, Joshua Wong a Hong Kong, Masih Alinejad per l’Iran, e Mattia Santori: propongono un volto giovane, vi affiancano un simbolo simpatico e al contempo accattivante e per nulla impegnativo, lanciano un bel crowdfunding, creano una bella pagina facebook e sono pronti a scagliare la loro campagna d’istigazione violenta contro gli “odiatori” di turno. Le masse dal canto loro, totalmente digiune di politica e per ciò stesso ingenue, saranno pronte a seguirli.

La prova del nove che tutto il movimento è pilotato e supportato dal sistema è la reazione del sistema di fronte al fenomeno: tutti i media ad applaudire o ad ammiccare simpaticamente al nuovo movimento. Se fosse davvero un movimento contro il sistema i media gli avrebbero riservato ben altro trattamento, basti pensare come parlano di personaggi come Maduro, Assange, Morales, Putin e i Gilet Gialli. Se pensavano di ingannare tutti si sbagliano. Non sono una sardina, e quindi non ci abbocco.

mysterionweb.wordpress.com/  (Enrico Sanna)

 

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