Cagliari, 24 novembre Teatro Sant’Eulalia – Le sepolture nel quartiere della Marina tra storia, archeologia e antropologia

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Ricostruire come si viveva nel quartiere della Marina fino a metà ‘800, scoprire chi ci abitava, quali fasce sociali erano presenti e quali mestieri si praticavano e perfino cosa mangiavano e quali erano le malattie più comuni. Di queste ed altre informazioni simili si parlerà venerdì 24 novembre, a partire dalle ore 17.30 nel Teatro di Sant’Eulalia, nel terzo incontro del ciclo di conferenze Le carte raccontano, promosso congiuntamente dall’Associazione Sant’Eulalia APS e dall’Archivio storico della parrocchia. L’evento, intitolato Le sepolture nel quartiere della Marina tra storia, archeologia e antropologia, si propone di offrire al pubblico, in una versione divulgativa, approfondimenti sul tema delle sepolture nel corso dei secoli, concentrandosi sulla storia, l’archeologia e l’antropologia nel quartiere della Marina e in particolare sulle aree cimiteriali delle chiese di Sant’Eulalia e del Santo Sepolcro. L’iniziativa coincide con la conclusione dell’intervento di riordino di una parte consistente dell’archivio storico parrocchiale, tra cui i registri appartenenti al fondo dell’arciconfraternita del Santissimo Crocifisso dell’Orazione e della Morte, che aveva sede nella chiesa del Santo Sepolcro e che si occupava della sepoltura dei defunti indigenti della città.

Il programma sarà aperto dai saluti del Parroco don Marco Lai e sarà moderato dal giornalista Paolo Matta, cui seguiranno gli interventi di Consuelo Costa, della Soprintendenza Archivistica della Sardegna, e di Francesca Desogus dell’Archivio Storico del Comune di Cagliari.

La parte centrale dell’incontro vedrà gli interventi dell’archeologa Lucia Mura con un intervento dal titolo Lo spazio dei morti. I contesti funerari rinvenuti nel quartiere della Marina in cui si spiegheranno le trasformazioni dei luoghi destinati alle sepolture dei defunti in relazione all’evoluzione del contesto urbano del quartiere e della città.

Durante gli scavi condotti nelle cripte della chiesa di Sant’Eulalia in collaborazione tra Parrocchia, Soprintendenza archeologica e Università di Cagliari sono state riscoperte sei cripte, che originariamente contenevano, all’interno di casse di legno, i resti umani, assieme ad una serie di oggetti, che in molti casi costituivano il ‘corredo’ cha accompagnava i defunti. Fabio Pinna, dell’Università degli Studi di Cagliari, spiegherà come analizzare gli oggetti ritrovati nelle cripte fornisca informazioni su diversi aspetti sociali, culturali, religiosi e di vita quotidiana delle comunità che facevano riferimento alla chiesa parrocchiale del quartiere della Marina

All’antropologa fisica Rosalba Floris è affidato l’intervento finale con un approfondimento sulla vita degli abitanti della Marina attraverso lo studio dei resti ossei. Le nostre ossa, dal momento della nascita e sino alla morte, cambiano e si modellano in base all’età, al sesso e allo stato di salute. È importante conoscere l’aspetto e le dimensioni di tutte le ossa per poter capire se, in quelle che studiamo, ci sono differenze e a cosa sono dovute.

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