Cagliari. Al Teatro Massimo lo spettacolo di Antonio Marras in anteprima nazionale

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Cagliari. Da mercoledì 21 a domenica 25 novembre al Teatro Massimo di Cagliari per la Stagione de “La Grande Prosa & Teatro Circo” firmata CeDAC / Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna va in scena l’anteprima nazionale dello spettacolo teatrale “Mio cuore io sto soffrendo. Cosa posso fare per te?”, ideato e diretto da Antonio Marras e prodotto da Valeria Orani.

Il titolo, mutuato da un verso di una canzone di Rita Pavone, racconta tanto della poetica di Antonio Marras che strappa, cuce, prende in prestito, ricrea, immagini, visioni di cultura popolare, narrazioni della memoria di oggetti dimenticati.

Lo spettacolo si articola in 15 momenti, 15 tranche de vie, 15 azioni che registrano episodi, sogni, turbe, incubi e ossessioni, 15 scene che mettono in mostra il comune sentire di generazioni di figli, compagni e amanti.

Sul palco 10 uomini e 10 donne interagiscono con 10 cuori vestiti di niente o con gli abiti appoggiati come se si trattassero di corpi estranei, elementi inutili o imposti dal comune senso del pudore e come ha dichiarato lo stesso Marras: “Ho chiamato venti performer, bravissimi attori, giovani promesse del teatro. Li ho resi complici di questa follia, premettendo che probabilmente avrebbe rovinato le loro carriere e con mia grande sorpresa hanno aderito tutti con entusiasmo”.

In scena il senso di colpa, angoscia, smarrimento e tensione e paura di tutto: della maestra, dell’età, della famiglia, delle feste, della religione. Soprattutto paura del cuore al quale siamo asserviti e che decide dei nostri destini, nostro malgrado.

Nella moda Marras tende ad accostare gli opposti: globale – locale – civilizzato – primitivo – maschile – femminile – ricco – povero – vecchio – giovane. Innesti che sono ricerca e che si amplificano e moltiplicano nella contaminazione tra arti visive, teatro, cinema, musica, danza. La vita è un linguaggio con una grammatica creativa trasversale, con la seduttiva tendenza agli intrecci, alla fusione, alla creazione di altro.

Per Marras “Non esiste nell’universo niente di isolato ma tutti si corrisponde: natura, uomini, animali, oggetti” e con queste premesse il passo per arrivare alla prima regia teatrale è stato breve.

Martedì 27 novembre 2018 lo spettacolo sarà rappresentato – ancora nell’Isola – nell’ambito di ExPop Teatro – XVI Festivalguer al Teatro Civico di Alghero.

Antonio Marras nasce ad Alghero, dove vive e lavora – Dal 1987, quando disegna la sua prima collezione, e sin dalle prime esperienze nella moda, Marras si distingue per le sue sperimentazioni, per la sua capacità di “sentire” le realtà differenti intorno a lui, le commistioni con l’arte, con la musica, con la danza, con il teatro, con il cinema: la moda, per lui, è il legame con gli altri linguaggi, un nuovo alfabeto che può comunicare con gli altri. Insignito di numerosi premi Marras progetta, installa, inventa, produce instancabilmente. Nel 2003 viene nominato direttore artistico di Kenzo e nell’anno successivo viene presentata a Parigi la prima collezione Kenzo firmata Antonio Marras. Nel 2006 la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino ospita la mostra fotografica Antonio Marras. Dieci anni dopo: lo stilista è il primo fashion designer a essere ospitato all’interno della prestigiosa Fondazione di Arte Contemporanea. Nel 2009 è al Salone del Mobile, nel 2011 partecipa alla Biennale di Venezia, nel 2012 inaugura il concept store Nonostante Marras a Milano, nel 2013 ha ricevuto la Laurea Honoris Causa in Arti visive dall’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Del 2016 è la sua antologica alla Triennale di Milano Nulla dies sine linea. La sua ribellione contro gli estremismi e la “purezza” è un tratto distintivo della sua ricerca che spazia dalla moda, all’arte, al teatro, all’architettura e al design.

Valeria Orani, nasce professionalmente a Cagliari, dal 2014 vive a New York. E’ fondatrice e direttrice artistica di 369gradi in Italia e di Umanism negli USA, case di produzione di arti performative. Ha curato molte formazioni artistiche indipendenti sperimentando nuove strategie artistico/organizzative. A New York collabora con il Graduate Center della City University di New York, Martin Segal Theatre Center, dove ha sviluppato un progetto dedicato alla promozione della drammaturgia contemporanea tra Italia e USA: Italian & Playwrights Project. Sia con 369gradi che con Umanism l’obiettivo è sviluppare dialoghi produttivi tra le discipline delle arti dal vivo, le arti figurative e il design.

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