giovedì, Gennaio 15

Cagliari, buona prova ma zero punti: il Milan passa alla Domus con un lampo di Leão

Il nuovo anno porta con sé una prestazione coraggiosa ma non il risultato sperato per il Cagliari, che nell’anticipo della diciottesima giornata di Serie A cade 1-0 contro il Milan alla Unipol Domus. Una serata particolare, segnata dal ritorno in Sardegna di Massimiliano Allegri, ma soprattutto dalla voglia dei rossoblù di iniziare il 2026 con un segnale forte. Il campo, però, racconta una storia diversa: tanta intensità, qualche occasione, ma alla fine a festeggiare sono i rossoneri.

Un primo tempo di personalità

Il Cagliari parte con coraggio, trascinato da un Palestra in grande spolvero sulla fascia. L’atteggiamento è quello giusto: aggressività, compattezza, linee corte. Il Milan fatica a trovare spazi e i rossoblù, pur senza creare nitidissime palle gol, danno la sensazione di poter far male in ripartenza. La Domus apprezza e accompagna, consapevole che contro una big serve la partita perfetta.

La ripresa cambia volto

Dopo l’intervallo, però, il Milan rientra con un piglio diverso. Il Cagliari prova a reggere l’urto, ma al 50’ arriva l’episodio che decide la gara: Rabiot trova Leão nello spazio, il portoghese si accentra e lascia partire un sinistro potente che si infila sotto la traversa. Un gol pesante, che spezza l’equilibrio e costringe i rossoblù a inseguire.

Reazione generosa, ma poco concreta

Pisacane prova a cambiare l’inerzia inserendo Pavoletti, alla ricerca di peso offensivo e palloni sporchi da trasformare in occasioni. Il Cagliari ci prova, spinge, mette palloni in area, ma senza trovare la zampata giusta. Il Milan gestisce, soffre il minimo indispensabile e porta a casa tre punti preziosi.

Un Cagliari vivo, ma serve più cattiveria

La classifica resta complicata: 18 punti, con la necessità di dare continuità alle prestazioni e soprattutto di ritrovare il gol, grande assente della serata. La squadra però c’è, corre, lotta e dimostra di poter stare in partita anche contro avversari di livello superiore. Manca il dettaglio, la scintilla, quel guizzo che può cambiare una stagione

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