
Nell’anticipo del sabato sera arriva uno 0-0 tutt’altro che noioso. La partita vive infatti di fiammate, cambi di inerzia e un’espulsione che ridisegna l’ultimo terzo di gara. I padroni di casa costruiscono le occasioni migliori nel primo tempo, mentre la Lazio cresce alla distanza e prova a sfruttare la superiorità numerica dopo il rosso a Mina. Alla fine, però, nessuna delle due squadre riesce a trovare la giocata decisiva.
Primo tempo: i locali spingono, la Lazio si salva
La squadra di casa parte con personalità, pressa alta e costringe i biancocelesti a qualche errore in uscita. Le opportunità non mancano: un paio di conclusioni dal limite e una chance ravvicinata mettono alla prova la retroguardia laziale, che però regge l’urto. La Lazio fatica a trovare ritmo e profondità, affidandosi più alle iniziative individuali che a una manovra fluida.
Ripresa: il rosso a Mina cambia la partita
Il secondo tempo si apre con un episodio chiave: Mina interviene in ritardo e rimedia un cartellino rosso che lascia i padroni di casa in dieci. Da quel momento la Lazio alza il baricentro, occupa stabilmente la metà campo avversaria e prova a costruire con maggiore continuità. Le occasioni non sono clamorose, ma la pressione è costante e costringe i locali a difendersi con ordine e sacrificio.
Palestra tra i migliori in campo
Tra le note più positive della serata spicca la prestazione di Palestra. Dinamico, attento e sempre dentro la partita, interpreta al meglio entrambe le fasi e diventa un punto di riferimento nei momenti più delicati. Una prova di maturità che non passa inosservata.
Un punto che lascia sensazioni diverse
Il pareggio a reti bianche consegna un punto a entrambe, ma con sentimenti opposti: i padroni di casa possono recriminare per le occasioni non sfruttate prima dell’espulsione, mentre la Lazio esce con la sensazione di aver avuto l’opportunità per affondare il colpo nel finale
foto Elisa Zara

Giornalista. Direttore responsabile