Cagliari, oltre trecento alunni delle scuole primarie nel progetto sport e inclusione curato dall’Aics

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Domani, martedì 7 giugno, alle 10, la scuola elementare “Collodi” – via Basilicata, Cagliari – ospita e presenta ai media l’evento finale del progetto nazionale “Sport di squadra-Promuovere l’inclusione dentro e fuori le scuole”. Il progetto ha per obiettivo la promozione della pratica motoria per bambini dai 3 ai 14 anni, delle loro famiglie e di studenti universitari “in un’ottica di inclusione sociale e di pari opportunità e con particolare riferimento alle condizioni di fragilità socio-economica. “Lo sport – spiegano gli operatori Aics – è strumento di educazione all’inclusione e ai valori del gioco di squadra e fairplay. Puntiamo a diffondere la pratica motoria alle persone in condizione di fragilità socio-economica”. 

Città, bambini, famiglie, operatori, insegnanti. Le referenti per l’Aics-Cagliari del progetto “Sport di squadra” sono Valentina Soddu e Valentina Fanti. Sempre per l’Associazione cultura e sport-Cagliari, presieduta da Andrea Lobina, hanno collaborato gli operatori sportivi Claudia Astero, Elena Mannicci Pacini ed Elisa Attene. Il progetto, avviatosi lo scorso ottobre, ha coinvolto la direzione scolastica “Is Mirrionis” con la dirigente Daniela Montisci, Monica Zedda (responsabile del progetto). Per il plesso “Collodi” hanno partecipato cinque classi, tre seconde e due terze. Due classi, una seconda e una terza, sono state coinvolte dal plesso “Italo Stagno” e una seconda e una terza della scuola “San Michele”. Per la direzione scolastica “Giusy Devinu”, seguita dalla dirigente Federica Iecle, hanno preso parte le scuole dell’infanzia di Via Brianza, con tre classi, e di via Serbariu, due le classi. In totale sono stati coinvolti nel progetto 260 bambini. 

Povertà educativa, disabilità, situazioni “adattate”, percorso formativo. La definizione di un Patto Educativo con le scuole (dalla scuola dell’infanzia fino alla scuola secondaria di primo grado) per potenziare l’offerta della pratica motoria, curricolare o extra curricolare a seconda delle esigenze scolastiche, punta a raggiungere tutti i bambini, tra cui quelli inseriti nei circuiti della povertà educativa, i bambini con disabilità o deficit che fuori dalle scuole non hanno le opportunità di accedere alla pratica motoria e allo sport. Il progetto eroga moduli di pratica motoria incentrati sul gioco di squadra, in grado di promuovere lo sport come veicolo attraverso il quale sviluppare competenze di fair play, di inclusione e di competizione orientata al gioco di squadra. Il tutto con situazioni “adattate” per la partecipazione attiva di tutti i componenti dei gruppi classe, sia bambini/e con disabilità o deficit intellettivi o motori sia bambini/e e ragazzi/e normodotati. Infine, attenzioni per gli studenti universitari. Il progetto li ingaggia in una prospettiva di crescita personale e professionale nel settore dello sport di base: pratica sportiva gratuita in cambio di un percorso formative (stage) di affiancamento agli operatori sportivi nell’ideazione e organizzazione di eventi sportivi rivolti a bambini e famiglie. Nel corso del progetto sono state attivate almeno tre attività comprendenti mini volley, mini basket, mini calcio, pallavolo, tennis, karate, judo, atletica (di squadra e di staffetta), ginnastica ritmica e artistica, danza sportiva (di squadra), scacchi e orienteering. Le discipline sono state svolte in forma multidisciplinare. 

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