
Il Cagliari esce sconfitto per 3-1 dal Sinigaglia contro un Como inarrestabile, capace di ribaltare l’iniziale vantaggio sardo e di consolidare la sua posizione nella parte alta della classifica. La partita, che sembrava sorridere ai rossoblù nei primi minuti, si è trasformata in un’amara lezione per la squadra di Davide Nicola, punita da errori difensivi e da un approccio troppo fragile nella ripresa.
L’avvio aveva illuso i tifosi cagliaritani. Con Luvumbo a seminare il panico in ripartenza, il Cagliari ha trovato il gol al 22’ grazie a un clamoroso errore di Reina, che ha lasciato passare il tiro di Adopo, interrompendo l’imbattibilità del Como dopo 467 minuti. Un lampo che sembrava poter indirizzare la gara, ma che si è rivelato un fuoco di paglia. La reazione dei lariani è stata immediata e letale: al 40’ Caqueret ha sfruttato una difesa sarda troppo alta, beffandola con un pallonetto per l’1-1. Nel maxi-recupero del primo tempo, poi, il colpo del ko psicologico: Strefezza, lasciato libero da Obert, ha firmato il 2-1 con un preciso diagonale.
Nella ripresa, il Cagliari ha avuto l’opportunità di rientrare in partita, ma ha sprecato tutto. Luvumbo e Piccoli, quest’ultimo con un errore clamoroso sotto porta, non sono riusciti a concretizzare, evidenziando una cronica mancanza di cinismo. Sul fronte opposto, Fabregas ha azzeccato i cambi, rivitalizzando il Como, che al 77’ ha chiuso i conti con Cutrone. L’ex Milan, alla sua 100ª presenza in biancoblu, ha punito ancora una volta la linea difensiva di Nicola, troppo alta e mal posizionata, con un gol convalidato dopo un check Var. Il Como ha persino sfiorato il poker, mentre il Cagliari si è spento, incapace di reagire.
La sconfitta lascia i sardi a quota 33 punti, con un margine di sicurezza ancora rassicurante (+7 sul Venezia, +8 sull’Empoli), ma evidenzia lacune preoccupanti. La difesa, spesso troppo alta e vulnerabile, è stata punita in tre occasioni, mentre l’attacco ha mancato di concretezza nei momenti chiave

Giornalista. Direttore responsabile