
Dopo il successo della prima edizione, torna Rizomi, progetto di residenze artistiche che fa della sperimentazione, del decentramento culturale e della relazione profonda con il territorio il proprio cuore pulsante.
La prima serie di residenze della nuova edizione avrà inizio il 19 gennaio e ospita il progetto Monster Porcelain, ricerca performativa e installativa che fonde circo coreografico, danza, arti visive e suono. L’opera esplora l’identità come fenomeno ibrido e in continua trasformazione, attraversando soglie tra umano e mostruoso, bellezza e decadimento, corpo reale e forma espansa. Maschere, protesi scultoree e partiture fisiche intense creano un rituale visivo potente e inquietante, capace di dialogare con la storia e la cultura tabarchina di Carloforte e di valorizzarne il patrimonio materiale e immateriale. Lo spazio scenico diventa così paesaggio in continua mutazione, in cui performance e installazione si fondono, trasformando il pubblico in testimone e partecipante del rituale.
“Il concetto di rizoma, ispirato ai processi naturali di accumulo, conservazione e rinascita, diventa metafora di un’arte diffusa, relazionale e orizzontale, che cresce intrecciando memoria, corpo e paesaggio” spiega la direttrice artistica Simonetta Pusceddu. “Ogni residenza si configura come laboratorio di scambio, dove artisti e comunità dialogano, condividono saperi e immaginano nuove drammaturgie site-specific, ispirate alla storia, ai rituali e alle tradizioni locali. La danza è il linguaggio principale, affiancata da musica, arti visive e performance multidisciplinari, in una costante fusione tra arti antiche e contemporanee”.
La nuova edizione del triennio attuale si configura dunque come laboratorio permanente di ricerca artistica, capace di intrecciare memoria, ritualità, corpo e paesaggio in un dialogo aperto tra tradizione e contemporaneità. Radicato nel contesto insulare della Sardegna, Rizomi ripensa i processi di creazione artistica al di fuori dei grandi centri urbani, trasformando luoghi marginali, rurali e archeologici in spazi attivi di produzione culturale.
Il progetto si svolge a Carloforte, sull’Isola di San Pietro, borgo fondato nel 1738 e oggi tra i Borghi più belli d’Italia. Qui, cortili storici, piazze, mare e spazi industriali dismessi diventano palcoscenici di creazione site-specific. L’opera sviluppata nella residenza si confronta con la comunità locale, il paesaggio naturale e le pratiche rituali, trasformando lo spazio scenico in un organismo vivo, in cui memoria e innovazione dialogano con continuità.
Gli artisti coinvolti, selezionati per la capacità di interagire e rispecchiare le specificità del territorio oltre che per l’eccellenza tecnica e artistica, sono:
Lupa Maimone performer, coreografa e autrice multidisciplinare attiva sulla scena internazionale. Formata in danza contemporanea e arti circensi, fonde danza, teatro e oggetti scenici, esplorando l’ibridazione tra forma visiva e movimento. Fondatrice della compagnia Oltrenotte, ha presentato opere come Zoologia, Simposio del Silenzio e Racconti dell’illusione, riconosciute per la capacità di unire ricerca fisica e poetica.
Vinka Delgado performer, acrobata e artista visiva spagnola, co-fondatrice della compagnia La Víspera. La sua ricerca indaga la trasformazione corporea attraverso maschere, marionette e dispositivi scenici non convenzionali, come nel progetto Fragments, selezionato tra i Lauréats CircusNext 2024. Il suo lavoro crea un linguaggio performativo immersivo, che integra oggetti scenici e movimento estremo per esplorare l’identità in metamorfosi.
Antonio J. López compositore e artista sonoro spagnolo, specializzato in paesaggi sonori immersivi per danza, circo contemporaneo e performance visiva. Formato in oboe, tecnologie del suono e music composition, fonde musica elettronica, field recording e composizione sperimentale, creando ambienti acustici che amplificano la percezione scenica e dialogano con corpo e spazio.
Nel triennio, nelle successive residenze, Rizomi coinvolgerà le danzatrici e coreografe Nis Fee Brender e Giorgia Gasparetto e il musicista, compositore e performer Vitus Denifl; infine, nell’ultimo anno, abiteranno lo spazio di Carloforte la danzatrice e performer Nadia Addis, Andrea Marano musicista e compositore e l’artista visivo Santo Pablo Krappmann.



Giornalista