domenica, Gennaio 18

Caro-Trasporti e Direttiva ETS: Confapi Sardegna chiede un modello di continuità territoriale per le merci

Comunicato Confapi Sardegna su Caro-Trasporti e Direttiva ETS:

-La competitività delle imprese sarde è a un bivio. L’entrata in vigore del sistema ETS
(Emission Trading System) rischia di assestare un colpo letale all’economia isolana,
aumentando i costi di spedizione e logistica. Confapi Sardegna interviene con forza nel
dibattito dando seguito alle analisi già presentate nel maggio 2025 all’interno del proprio
studio strategico su continuità territoriale e intermodalità curato dal professor Andrea
Giuricin e proponendo una strategia integrata che trasformi l’emergenza in opportunità
attraverso l’adozione immediata della continuità territoriale per le merci e una gestione
efficiente delle risorse.
Dal risparmio sulla continuità aerea passeggeri al “Fondo Merci”
Il mercato aereo sta cambiando: diverse compagnie si sono dette pronte a operare rotte da
e per l’isola senza oneri di servizio, ovvero senza contributi pubblici.
“Questa disponibilità libera risorse enormi, stimate tra i 100 e i 130 milioni di euro,” riferisce
Gianfrancesco Lecca vice presidente di CONFAPI Sardegna con delega ai trasporti.
“Chiediamo che questi soldi non spariscano nei bilanci generali, ma vengano vincolati
immediatamente a un Fondo Straordinario per la Continuità Territoriale delle Merci.
Non ha senso avere passeggeri che volano a prezzi calmierati se poi i prodotti delle nostre
aziende restano bloccati nei porti per noli insostenibili.”
L’urgenza di un modello di continuità merci è dettata anche dall’entrata in vigore delle
normative europee sulle emissioni (ETS). Confapi sottolinea che, laddove esiste un sistema
di sussidio pubblico strutturato, gli effetti di tali tasse vengono mitigati in quanto le rotte dove
l’armatore riceve risorse pubbliche per garantire il servizio di trasporto godono spesso di
deroghe e regimi agevolati. “Senza una continuità merci- continua Lecca-, la Sardegna
rischia l’isolamento commerciale. E la Regione potrebbe recuperare qualche proposta di
legge sul tema che giace dimenticata in qualche cassetto degli uffici regionali o trarre
ispirazione guardando al modello Baleari o delle isole greche”
Inoltre, i risparmi generati potrebbero finanziare:

  • Nuove rotte aeree non ancora attive, migliorando la mobilità dei sardi verso
    destinazioni strategiche oggi non servite;
  • Abbattimento dei noli marittimi, permettendo a una PMI del Sulcis o del Nuorese
    di spedire a Milano o Berlino agli stessi costi di un’azienda lombarda.
    Intermodalità: l’unica arma contro l’insularità.
    Per Confapi Sardegna, la vera sfida è l’intermodalità. Con una dote di 130 milioni di euro
    risparmiati in 4 anni (durata del regime di continuità territoriale passeggeri appena chiusa),
    la Regione potrebbe finalmente creare un sistema di trasporto integrato che colmi il gap
    geografico.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *