Catania. Bimbo ucciso dai cani di famiglia

A Mascalucia, vicino a Catania, un gioco nella piscina di plastica con la mamma e i due cani di casa, dogo argentini, si trasforma in una tragedia. Hanno aggredito il bimbo azzannandolo alla gola e all’addome in un momento in cui la mamma, ora indagata per omicidio colposo, “forse” non era con lui. Una volta intervenuta, la mamma ha tentato in tutti i modi di strappare il piccolo dalla furia dei due mastini rimanendo anche ferita. Quando è riuscita finalmente a rinchiuderli in casa ha chiesto aiuto disperata ai vicini di casa, i soccorsi sono scattati immediatamente, sul posto sono giunti un’ambulanza e un elicottero del 118 che ha trasportato d’urgenza mamma e figlio nell’ospedale di Catania, ma i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso del piccolo. Il papà del piccolo, un operaio di 32 anni, al momento della tragedia era al lavoro.  I due cani, che hanno tre e otto anni e sono regolarmente denunciati all’anagrafe canina e dotati di microchip. Il comandante dei vigili urbani di Mascalucia, li ha fatti catturare e affidati all’Azienda sanitaria provinciale . L’inchiesta sulla tragedia è coordinata dal Pm della procura di Catania Fabrizio Aliotta che ha ordinato il sequestro della villa e l’autopsia sul corpo del bimbo, dopo aver indagato per omicidio colposo la mamma. Gli inquirenti hanno accertato che il bimbo era solo al momento dell’aggressione e che solo dopo le grida di una vicina di casa la donna è intervenuta in soccorso del figlio. Il magistrato ha spiegato che l’iscrizione nel registro degli indagati è legata alla necessità di accertare o escludere eventuali comportamenti negligenti da parte della mamma del bimbo. Dopo essersi avvalsa della facoltà di non rispondere davanti ai pm che ieri l’hanno ascoltata, la donna, attraverso il proprio legale d’ufficio, Fabio Cantarella, ha raccontato la sua verità anche per smontare la versione secondo la quale avrebbe lasciato il bambino solo con i cani mentre lei stava in casa. “Avevo il bambino in mano quando uno dei cani, l’unico libero in giardino, all’improvviso, senza motivo apparente, ha aggredito il piccolo cercando di portarmelo via l’ho pregato, l’ho supplicato di lasciarlo andare. L’ho difeso, ho combattuto ma mi ha trascinata sul giardino. Poi sono riuscita a chiudere il cane e sono fuggita fuori casa urlando, chiedendo aiuto con mio figlio tra le braccia, ma è stato tutto inutile.” E chiarisce come ad aggredire il figlio sia stato solo uno dei due dogo argentini, un maschio di tre anni, e non entrambi.
Il marito che non era in casa al momento della tragedia non crede alla negligenza della moglie e la difende affermando:”E’ distrutta e piange, non riesce a dire altro, ma non sopporta di passare per una madre disattenta, la vicina di casa urla dopo avere visto mia moglie con il figlio in braccio, e non prima. Noi siamo certi di questo: lei non ha lasciato mai per un secondo nostro figlio. Erano da tempo con noi, uno era chiuso nel recinto, non hanno mai dato segnali di aggressività”. L’autopsia non è stata ancora fissata, ma la donna non nominerà un medico legale di parte perché, spiega l’avvocato Cantarella, “per noi è tutto chiaro”. L’unica cosa che la famiglia sta valutando è quello di rivedere il bambino prima dei funerali.

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