
Unità e condivisione di progetti. Con questa base ieri 5 novembre, l’assemblea dei delegati del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale ha dato avvio a Nuoro al nuovo mandato amministrativo a guida Ambrogio Guiso. Si sono svolte infatti le elezioni per la nomina di presidente e cda. Guiso, confermato per il terzo mandato ha avuto l’unanimità dei voti dei delegati chiamati al voto. Con lui nel consiglio di amministrazione, Lucio Carta, Ignazio Funedda, Giovanni Frau e Antonio Fronteddu. La condivisione dei programmi era emersa anche con l’unitarietà che ha caratterizzato la prima fase elettorale, tenutasi a luglio e che aveva coinvolto tutta la base consortile. Una sola lista espressione delle principali sigle sindacali agricole (Coldiretti, Cia, Confagricoltura) aveva ottenuto il consenso dei territori. Dopo la fase di verifica e controllo da parte della Regione Sardegna ieri si è conclusa la seconda fase elettorale con il nuovo mandato che prende il via. “Sarà un mandato impegnativo e importante: sono in corso i lavori per la diga di Cumbidanovu, in territorio di Orgosolo: un’opera che ha visto un impegno straordinario del Consorzio nel precedente mandato e di tutti gli enti coinvolti nel reperimento delle risorse – commenta Guiso -. C’è poi l’altra grande opera che è quella di Su Tuvu, per la quale siamo in attesa di alcune autorizzazioni ambientali alle quali seguirà il via libera credo all’inizio del nuovo anno. Si tratta di un impianto che consentirà di recuperare i reflui del depuratore nuorese di Su Tuvu a favore della valle tra Nuoro e Oliena. Un’opera attesa da vent’anni che ha visto in prima linea un comitato fatto di agricoltori e hobbisti. L’altro grande impegno è per l’efficientamento di tutta la rete di distribuzione che va adeguato verso il massimo del risparmio idrico. Ma non solo – conclude Guiso -, l’anno scorso la siccità l’ha fatta da padrona in una delle peggiori annate mai viste. Ecco, ci siamo impegnati al massimo per evitare gravami economici sui consorziati che hanno subìto i danni dalla siccità, ottenendo l’azzeramento dei ruoli, e mantenendo per gli altri una quota minima di pagamento, una delle più basse d’Italia”. Ora per il nuovo mandato nuove sfide si pongono all’orizzonte: il cambiamento climatico impone programmazione e progettazione di nuove opere. Tra tutte il progetto di Abba Luchente per la costruzione di una diga a monte di quella di Maccheronis. Incamerare quanta più acqua si rende necessario per la sopravvivenza dei territori e dell’economia rurale.