martedì, Marzo 10

CeDAC / Prosa: “Dioggene” di Giacomo Battiato. Stefano Fresi in tournée in Sardegna da mercoledì 14 gennaio tra Alghero, Tempio e Lanusei, Nuoro e San Gavino Monreale 

Un gioco di specchi fra vita e arte con “Dioggene”, uno spettacolo scritto e diretto da Giacomo Battiato e interpretato da Stefano Fresi, con musiche di Germano Mazzocchetti, costumi di Valentina Monticelli, disegno luci di Marco Palmieri, allestimento scenico di Pier Paolo Bisleri, scultore Oscar Aciar e decoratore Bartolomeo Gobbo, foto di Chiara Calabrò, produzione Teatro Stabile d’Abruzzo – Stefano Francioni Produzioni – Argot Produzioni. 

Tra rimandi “filosofici” e dilemmi personali e professionali, la pièce che racconta una crisi esistenziale in chiave tragicomica e surreale sbarca nell’Isola sotto le insegne della Stagione di Prosa 2025-2026 firmata CeDAC Sardegna: dopo il debutto in prima regionale mercoledì 14 gennaio alle 21 al Teatro Civico “Gavì Ballero” di Alghero, lo spettacolo va in scena giovedì 15 gennaio alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio Pausania, venerdì 16 gennaio alle 21 al Teatro “Tonio Dei” di Lanusei, sabato 17 gennaio alle 20.30 al Teatro “San Giuseppe” / Bocheteatro di Nuoro e infine domenica 18 gennaio alle 21 al Teatro Comunale di San Gavino Monreale.

“Dioggene” è un originale e coinvolgente monologo in tre atti, che mette in risalto il talento istrionico dell’artista romano di origine sarda, nel ruolo di Nemesio Rea, un attore di successo che in “Historia de Oddi, Bifolco” dà voce a un contadino toscano reduce dalla Battaglia di Montaperti, mentre ne “L’Attore e il buon Dio”, in procinto di entrare in scena, parla di un feroce litigio con la moglie, e infine, nel terzo quadro, “Er Cane de via der Fosso d’a Maijana” abita in un bidone della spazzatura, dopo aver rinunciato a tutto, sull’esempio dell’antico filosofo, e riflette sul senso della vita. “Dioggene” racconta la storia di un attore famoso, amato e apprezzato dal pubblico, che a un certo punto, dopo la crisi del suo matrimonio, intraprende un percorso di ricerca personale, mettendo da parte le antiche ambizioni e diventando un modello di austerità e saggezza. Una vicenda paradossale, in cui Stefano Fresi (Nastro d’Argento come miglior attore di commedia nel 2019 per “C’è tempo”“L’uomo che comprò la Luna” e “Ma cosa ci dice il cervello”) presta volto e voce ad un moderno antieroe che nell’era del consumismo si priva del superfluo e sceglie la semplicità. 

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