Contas. Oltre 8 milioni al settore ovicaprino sardo dal premio accoppiato

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Il 60 per cento dei 14 milioni di euro in arrivo per il settore ovicaprino italiano sono destinati alla Sardegna.  
Lo comunica il Consorzio dell’agnello di Sardegna Igp (Contas) dopo la pubblicazione da parte di Agea dei dati degli importi sulle misure del sostegno accoppiato.
Si tratta del premio accoppiato per due misure distinte. Una destinata agli agnelli Igp macellati e l’altro alle agnelle da rimonta (quelle allevate per integrare il gregge). Nel primo caso il plafond è di 5.060.927 per un totale (nazionale) di 907.395 capi beneficiari ed un importo unitario di 5,7 euro ad agnello Igp macellato. Per la rimonta invece l’importo totale è di 8.706.510 per 376.044 capi. L’importo unitario in questo caso è di 23,15 euro.
Per quando riguarda l’agnello Igp in Sardegna arriveranno oltre 4,3 milioni (83,5%) dei 5 milioni totali destinati a tutte le Regioni italiane. Nell’Isola infatti sono stati macellati 757.967 mila capi dei 907.395 totali che hanno diritto al premio.
Per l’altra misura, quella destinata alle agnelle da rimonta, la percentuale di cui beneficerà l’Isola è del 46 per cento. In questo caso i pastori sardi riceveranno oltre 4 milioni: le agnelle sarde accreditate al premio sono circa 180 mila su 376.044 nazionali.
“Oltre 8 milioni di euro sono una boccata di ossigeno importante – commenta il presidente del Contas Battista Cualbu – grazie ad un premio conquistato dalla mia organizzazione, la Coldiretti, negli anni scorsi quando al settore ovicaprino non era destinato un euro. Cifre importanti che confluiranno nell’economia sarda in un periodo difficile per via del Covid, dei rincari e delle conseguenze che stiamo pagando in tutti i settori economici a causa della guerra”.
Il premio sarà liquidato a di luglio.
“I dati del premio accoppiato confermano la leadership nazionale della Sardegna nel campo dell’allevamento ovicaprino – sottolinea il direttore del Contas Alessandro Mazzette -, non solo ma dimostra ancora una volta la capacità degli allevatori sardi di credere nel marchio Igp e in tutta la filiera, a cominciare dal consumatore al quale si garantisce un prodotto sicuro, dall’origine certa”.

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