Coraggio e rinascita – Massiccione si racconta

Roberto Zanda, l’extreme runner conosciuto in Italia e nel mondo, si racconta in una piacevole chiacchierata, a pochi giorni dalla uscita del suo libro “Una vita oltre” – Una storia vera di coraggio e di rinascita edito da Baldini & Castoldi e redatto con Salvatore Vitellino.

L’autore è a suo agio e parla senza veli; conosciamo così non solo l’atleta e le numerose imprese sportive che lo hanno visto protagonista, prima il triathlon con I’ironman caratterizzato dal combinato di tre discipline nuoto (3,86 km) ciclismo (180,260 Km) e corsa (42,195 km) da portare a termine in continuità, senza soste e nel più breve tempo possibile; poi le ultra maratone con tante gare in giro per il mondo, dall’Oman all’Egitto, dall’Iran al deserto dell’Arizona, dal Niger a Capo verde, dai deserti dell’Australia fino alla Traspyrenea, gara ultra attraverso i Pirenei, dal Mediterraneo all’Atlantico. Gare “impossibili” per atleti normali, roba per pochi talenti in tutto il mondo, tutte competizioni con un unico denominatore comune: condizioni difficilissime al limite della sopravvivenza in regime di totale autosufficienza idrica ed alimentare, caratterizzate o dal caldo opprimente dei climi desertici o dal freddo a meno 50 gradi di temperatura dell’ultima esperienza purtroppo drammatica dell’Artico ai confini del Canada nello sperduto Yukon dei ghiacci infiniti. Ma conosciamo sopratutto il Roberto Zanda vero, quello più interessante e profondo, quello che svela con i suoi ricordi di bambino povero, aspetti di vita toccanti: figlio con tanti fratelli di genitori indigenti, madre analfabeta e padre servo pastore, conosce gli anni tristi e solitari del collegio, un senza famiglia che riconosce appena il padre e la madre per vederli pochissimo in rare occasioni e dopo anni di lontananza.

I ricordi spaziano veloci ed ecco affiorare i flash degli anni in cui Zanda cerca fortuna nell’esercito, volontario nella brigata paracadutisti Folgore, in giro per il mondo a far lanci alla ricerca spasmodica di qualcosa di forte, che gli regali la giusta carica emotiva, che lo aiuti ad andare avanti nella sua vita che è una continua salita.

Quegli anni dei patimenti della prima infanzia, la solitudine, la fame, il collegio, lo temprano e lo fanno diventare il Massiccio che oggi conosciamo. 

Le gare di ultra resistenza diventano parte integrante della vita di Roberto Zanda, per lui non solo semplici performances sportive ma situazioni ormai vitali del suo modo di essere, affrontate sempre volontariamente per puro spirito di avventura perché la vita – dice l’autore – va vissuta intensamente ed a piccoli morsi.

Dichiarazioni forti, ragionamenti intensi ed introspettivi che danno l’idea dell’uomo prima che dell’atleta, che argomenta della sofferenza e della solitudine come qualcosa di familiare, compagne di viaggio che impara a rispettare, con cui convive e di cui conviene essere addirittura amico.

Zanda è persona dal carattere forte, volitivo mai domo: non sarebbe sopravvissuto all’incidente sui ghiacci dello Yukon se non avesse avuto un tale bagaglio di forza interiore, ma quel che è più importante, non sarebbe andato avanti nell’affrontare il dopo incidente a organizzarsi una nuova vita e nuove avventure sportive: sarà interessante nei primi mesi del 2019 calcare la sabbia del deserto della Namibia – dice Zanda – con le nuove gambe e le nuove mani.

Il tempo corre veloce, il video promo è bello che fatto, siamo così arrivati alla conclusione, senza mai svelare il clou dei contenuti del libro, la cui presentazione ufficiale è prevista per il 7 Dicembre a Cagliari alle ore 11:00 presso la sala del circolo dell’ Esercito in via Principe Amedeo.

Per tutti gli appassionati lettori, appuntamento in libreria, dove il libro sarà disponibile dal fine settimana.

Alberto Porcu Zanda

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