Cossa (Riformatori). “Bari Sardo è a rischio esondazione, intervenga la Regione”

“Il territorio di Bari Sardo è a rischio esondazione, la Regione intervenga per mitigare il rischio idrogeologico”. A lanciare l’allarme, questa volta con la presentazione di un emendamento in aula e contestuale presentazione di una interrogazione al Presidente regionale Francesco Pigliaru e agli assessori Spano e Balzarini, è ancora una volta Michele Cossa, consigliere dei Riformatori.

L’esponente dei Riformatori già appena due mesi fa aveva presentato una richiesta urgente alla Giunta per chiedere interventi urgenti sui canali completamente ostruiti. “Con le ultime ondate di maltempo più volte si è sfiorata la tragedia. A Bari Sardo, nonostante le richieste della popolazione del Sindaco di pericolo imminente – ha dichiarato – esistono canali appartenenti al Consorzio di Bonifica in varie parti del territorio a rischio esondazione ed allagamenti che non ricevono manutenzioni da oltre venti anni”

“Una situazione al limite del grottesco perchè – sottolinea Cossa – lo stesso Consorzio si è sempre dichiarato impossibilitato all’esecuzione delle attività richieste, lasciando cioè che dei lavori e relativi oneri economici se ne occupasse direttamente l’Amministrazione Comunale”.

“Nonostante le numerose segnalazioni e lettere ufficiali, l’ultima del 16 ottobre scorso – prosegue Cossa – con la quale il Comune di Bari Sardo si dichiarava disponibile ad effettuare in prima persona tutti i lavori necessari per la messa in sicurezza dell’intera zona, a fronte di un finanziamento straordinario della Regione Sardegna di 485.000 euro, ad oggi la Giunta e il Presidente Pigliaru in testa non hanno mai dato risposte concrete”.

“Per questo – conclude Michele Cossa – e anche perchè analoga situazione la vivono centri limitrofi come Cardedu e Lotzorai, si chiede che la Giunta intervenga con un finanziamento straordinario di un milione di euro, in modo da intervenire urgentemente e mitigare il rischio idrogeolgico e mettere in sicurezza il territorio anche degli altri due centri che in passato hanno evidenziato criticità in tal senso

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