Covid. CTM mantiene catene e spazi ridotti negli autobus a svantaggio della salute dei pendolari. Chi controlla?

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Comunicato stampa della responsabili del Comitato pendolari Dolianova, Elisabetta Caredda:

-E’ vero, di pandemia Covid-19 ancora parliamo. La diffusione del virus non si arresta. Ma grazie alla campagna di vaccinazione, a partire dallo scorso anno, numerosissimi pazienti positivi oggi lo stanno curando in casa. Chiaramente non esiste solo il Covid, vi sono pazienti positivi quasi asintomatici, se pur poco se ne parli, che possono trovarsi ricoverati a seguito del risveglio di altre patologie che il vaccino anti Covid, intendiamoci, non ferma, non cura.

Gli esperti del mondo della sanità e le Istituzioni in primis tuttavia ancora raccomandano di seguire le minime misure cautelari (giustamente), indossando le mascherine principalmente in ambienti affollati o chiusi (come all’interno degli autobus e pullman), mantenendo dove è possibile quel minimo di distanza, igienizzando spesso le mani. Questa è la raccomandazione che viene fatta in modo equo per tutti.

Con ordinanza del Ministero della Salute e del Ministero dei trasporti di qualche mese fa, per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, viene data nuovamente la possibilità per i passeggeri di utilizzare anche la porta anteriore prevedendo l’installazione di un separatore protettivo dell’area di guida, e il riavvio graduale della vendita dei biglietti e delle attività di controllo a bordo, garantendo al personale la dotazione di mascherine chirurgiche o di livello superiore.

Nell’area di guida (come è evidenziato dalla freccia in rosso nell’immagine in allegato) gli autisti che svolgono il servizio negli autobus del CTM a tre porte hanno il loro separatore. Così come possiedono il separatore gli autobus a due sole porte. Cosa avviene però nei mezzi CTM a tre porte?

L’azienda di trasporto, secondo quanto afferma la risposta data dal CTM, “ha deciso di mantenere, per il momento, il separatore protettivo dell’area di guida”. Questo separatore a cui il CTM fa riferimento, non è però il ‘separatore’ dell’area di guida che è già installato, ma si tratta di una ‘catena’ aggiuntiva inserita appositamente dietro i primi sedili della parte anteriore dell’autobus che va a restringere lo spazio di distribuzione dell’utenza all’interno del mezzo. Si va in pratica a riservare la parte anteriore per far viaggiare i soli autisti.   

Questa decisione, spiega il CTM, sarebbe stata presa dal ‘Comitato Covid per l’applicazione del protocollo per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro’, “all’interno del quale sono presenti, oltre ai rappresentanti apicali aziendali, anche il medico competente, oltre al RSPP e ai rappresentati delle OO.SS. aziendali, visto il perdurare dello Stato di Emergenza e il peggioramento della situazione pandemica, e la recente introduzione dell’obbligo di mascherina FFP2 per viaggiare a bordo dei mezzi di trasporto pubblico (D.L. n. 221 del 24/12/2021).

A tal proposito il Comitato dei pendolari di Dolianova ha sollevato, dapprima al solo CTM, poi coinvolgendo l’assessorato regionale dei trasporti, il presidente della Regione, gli assessori dei trasporti e sindaci dei Comuni di Cagliari e Quartu (quali azionisti del CTM), a partire dal 15 ottobre 2021 in più email, il problema di queste catene aggiuntive che diminuiscono, come sopra accennato, lo spazio all’interno dell’autobus in cui i pendolari possono meglio distribuirsi, chiedendo dunque di eliminarle.

A riguardo il Comitato dei pendolari ha fatto presente che gli utenti pagano un biglietto che deve assicurare al 100% la copertura del viaggio, compresa la sicurezza in termini di salute (biglietto che è preteso dal controllore che sale nell’autobus dalla porta centrale o posteriore). Ed invece è da mesi che il CTM, riducendo gli spazi, costringe gli utenti a stare più ammassati all’interno dei mezzi che hanno la catena. Il Comitato ha inoltre precisato che il CTM non è una società privata, ma una Società per Azioni a totale capitale pubblico, e non dovrebbe permettere di riservare, quasi a volerla “privatizzare”, la parte anteriore perchè possa essere usufruita per il viaggio degli autisti ‘privilegiandoli’ rispetto ai pendolari.

In considerano di ciò, il Comitato pendolari ha ancora sottolineato che gli autisti, con tutto il rispetto, non arrivano da un ambiente sterile, non fanno e non hanno mai fatto i sacrifici ad esempio del personale sanitario che è arrivato a dormire nelle RSA insieme ai pazienti, senza uscire dalle strutture per non avere contatti con le proprie famiglie, amici e parenti, appositamente per cercare di creare un ambiente sterile ed evitare i contagi. Gli autisti hanno una vita sociale come tutti, li vedi facendo la spesa, li vedi con i propri colleghi, rientrano dalle famiglie. E sarebbero allora gli utenti il rischio del loro “contagio” ?

Si auspica semmai che tutti gli autisti si siano affidati alla ricerca scientifica ed abbiano accettato di vaccinarsi. Non stiamo parlando di un virus che tra un anno sarà del tutto debellato. Bensì di un virus con il quale dovremo convivere. I contagi potranno anche abbassarsi nel periodo primaverile ed estivo, per poi tornare ad aumentare nei mesi autunnali ed invernali. Così come ad esempio, in genere, avviene con l’influenza.

A raccomandare le misure anti Covid abbiamo visto sono tutti capaci. Il Comitato dei pendolari si chiede allora a chi altri bisogna sollevare il caso perché possa trovare riscontro. Perchè dai banchi delle Istituzioni coinvolte, nessuno ha risposto.

Il Comitato ha allora girato la seguente criticità al Prefetto di Cagliari, il Dott. Gianfranco Tomao, i cui uffici hanno scritto al CTM. Questo è avvenuto il 17 gennaio scorso. Ma ad oggi ancora, nessun intervento è stato preso.

Rimane la perplessità in una sola domanda. Con il tanto dire ai cittadini sulle misure anticovid, nelle criticità di fatto, come mai tanto silenzio? Dov’è il controllo?

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