Covid e nuove chiusure. La Garante De Matteis: “Per i bambini no alla didattica a distanza”

“Le ulteriori misure restrittive che saranno decise in Sardegna per arginare il dilagare della pandemia non dovranno penalizzare ancora una volta il sistema scolastico”.

È la raccomandazione contenuta nella lettera che la  Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Grazia Maria De Matteis ha inviato  al Presidente della Regione Christian Solinas, all’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu e al Presidente della Commissione Sanità Domenico Gallus.

“Le scuole -scrive la Garante nella lettera – si sono organizzate e stanno lavorando bene nel rispetto dei protocolli imposti. Eventuali focolai possono essere contenuti con provvedimenti restrittivi e chiusure locali di sezioni, classi o singole scuole; la scuola rappresenta il contesto in cui i bambini e i ragazzi hanno l’opportunità di affrontare con rigore, ma con serenità, i risvolti drammatici che questa epidemia sta scatenando sulla loro quotidianità. Per la Garante, i bambini non possono essere riportati alla didattica a distanza: “Qualora siano necessarie misure restrittive, anche per periodi di tempo limitati, appare certamente più utile – perché frequentemente pendolari e fruitori di mezzi pubblici – e più accettabile – perché più capaci di sostenere la didattica a distanza, che tale sacrificio sia richiesto unicamente agli studenti delle scuole secondarie superiori.

Nella lettera Grazia Maria De Matteis ricorda anche le numerose criticità che stanno affrontando le famiglie dei minori a causa del Covid 19. Tra tutte, le difficoltà di accesso alle visite dei pediatri di base, i lunghi e articolati iter  previsti in caso di manifestazione di sintomi da parte degli alunni, i lunghi tempi di attesa per essere sottoposti a tampone, l incertezza sulle cure a cui sottoporre i minori, i lunghi tempi per conoscere i referti, con i conseguenti disagi per bambini e ragazzi, costretti a lunghi periodi di assenza da scuola, e per le loro famiglie, impossibilitate a recarsi al lavoro.

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