
Chia – Seicento tra professionisti e studiosi della cura mentale si ritroveranno per un appuntamento che non è solo scientifico, ma un vero e proprio ritrovo dell’anima per la comunità dei terapeuti, chiamati a confrontarsi su un tema centrale nella nostra epoca: Uno, nessuno, centomila: l’enigma dell’identità. L’identità, vista da prospettive culturali, scientifiche e cliniche, è il tema del momento. Le recenti scoperte neuroscientifiche e i nuovi modelli in psicopatologia e psicoterapia hanno arricchito il dibattito su questo enigma, e l’obiettivo del congresso è proprio esplorarlo con contributi interdisciplinari che possano avere un impatto diretto nella clinica.
Il programma è stato strutturato per garantire una componente formativa di grande valore con 250 relatori: «Accanto alle 4 plenarie e 6 semi-plenarie di grande respiro, si inseriscono novità assolute come le 10 masterclass e le 20 clinic class, a cui si aggiungono 60 simposi, comunicazioni libere e tavoli di lavoro – spiega Antonio Fenelli, neuropsichiatra e psicoterapeuta, organizzatore e responsabile del congresso, insieme alla psicologa e psicoterapeuta Cecilia Volpi -. Si tratta di sessioni che vedranno piccoli gruppi coinvolti in esperienze e discussioni cliniche dirette con maestri e didatti: un’occasione irripetibile di crescita».
Il parterre dei relatori delle quattro sessioni plenarie unisce menti che hanno riscritto i confini tra scienza e anima. A guidare il confronto ci saranno Guillem Feixas, pioniere catalano che con la sua Repertory Grid Technique e la piattaforma Eyme esplora i conflitti della struttura cognitiva e l’identità digitale. Accanto a lui, il prestigio internazionale di Michael Tomasello, lo studioso americano che con la sua ricerca sull’evoluzione dell’agency (la capacità umana di esercitare un controllo cosciente sul proprio comportamento) si interroga sull’origine stessa del pensiero umano. A gettare un ponte audace tra la fisica teorica e l’enigma umano interverrà lo scrittore e fisico Paolo Giordano, autore di romanzi di grande successo come La solitudine dei numeri primi ed editorialista del Corriere della Sera.
A suggellare il tutto, l’incontro plenario conclusivo dal titolo Uno sguardo sull’identità analizzerà e sintetizzerà i contenuti emersi, trasformando il confronto in una visione unitaria per il futuro della terapia cognitivo comportamentale. «In un momento storico in cui l’identità sembra fluida, molteplice e talvolta smarrita, noi abbiamo il dovere politico e culturale di interrogarci profondamente – prosegue -. Questo congresso è una scommessa sulla filosofia del parlare meno, parlare tutti, per garantire che ogni partecipante sia parte attiva del processo di costruzione della conoscenza. Non possiamo permetterci di accontentarci: l’impegno deve essere massimo».
Il congresso Sitcc mancava dall’Isola dal 2008: «Il tema dell’identità non può essere discusso in un contesto migliore della Sardegna: una terra con una identità forte e generosa. Non c’è una manifestazione nel mondo, concerti, feste cortei nelle quali non compaia la bandiera con i quattro mori: unica delle regioni italiane, una terra un popolo cosciente delle sue origini e tradizioni. La Sardegna è spesso identificata solo con il suo mare, le sue spiagge la sua natura fiera e meravigliosa e i nuraghi, ma la sua identità è soprattutto nell’arte della basilica di Saccargia, e nella storia, poco conosciuta in continente, dei Giudicati, dove Eleonora D’Arborea con la Carta de Logu emanava il diritto più avanzato a protezione della donna nel 1392 – spiega ancora Fenelli -. La scelta di tornare qui ribadisce la volontà di unire scienza e cultura al fascino del mare e del sole dell’Isola» conclude.
Tutte le info su https://www.sitcc2025.it/
Giornalista