Decreto legge. Covid, rave e carcere ostativo: le misure del governo Meloni

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Il Consiglio dei Ministri si è riunito, oggi lunedì 31 ottobre, alle ore 13.00 a Palazzo Chigi, per l’esame del seguente ordine del giorno: 

  • DECRETO-LEGGE: Misure urgenti in materia di divieto di concessione dei benefìci penitenziari nei confronti dei detenuti o internati che non collaborano con la giustizia, nonché in materia di entrata in vigore del decreto legislativo 10 ottobre 2022, n. 150, di obblighi di vaccinazione anti SARS-COV-2 e di prevenzione e contrasto dei raduni illegali (PRESIDENZA – INTERNO – GIUSTIZIA – SALUTE);

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto unico sulle misure per il Covid-10, i rave e il carcere ostativo. Tra le misure decise dal governo con il decreto, c’è anche il rinvio al 30 dicembre dell’attuazione della riforma Cartabia.

Covid-19

Il Consiglio dei ministri ha deciso di confermare l’obbligo di indossare le mascherine in tutte le strutture ospedaliere e nelle residenze per anziani (Rsa). Per tutelare le persone più fragili dovranno indossarle i medici, gli infermieri e i visitatori.

Stop all’obbligo vaccinale anti Covid per medici e professioni sanitarie scatta il 1° novembre.

Rave

Il Consiglio dei ministri ha deciso che, per chi organizza rave party e occupa abusivamente edifici o terreni, è prevista una pena fino a 6 anni di carcere, anziché i 2 attuali. Sono previste anche multe da 1.000 a 10.000 euro e si procederà d’ufficio “se il fatto è commesso da più di 50 persone allo scopo di organizzare un raduno dal quale possa derivare un pericolo per l’ordine pubblico o la pubblica incolumità o la salute pubblica”.

In caso di condanna, inoltre, “è sempre ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato e di quelle utilizzate per realizzare le finalità dell’occupazione”.

Carcere ostativo

Sono state approvate norme urgenti in materia di Giustizia, tra cui il rinvio dell’entrata in vigore della riforma penale ed ergastolo ostativo. L’attuazione della riforma Cartabia slitta al 30 dicembre. Il rinvio è finalizzato a garantire con più tempo le migliori condizioni per la piena attuazione della riforma e nel rispetto scadenze Pnrr.

La data del 30 dicembre scelta per il rinvio dell’applicazione della riforma Cartabia sulla giustizia penale consente di rispettare gli impegni assunti con l’Unione europea. Il Pnrr prevede che la riforma debba essere applicata entro la fine dell’anno, scadenza a cui è legata l’erogazione dei fondi.

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