
Un detenuto di origini algerine ha tentato la fuga dal palazzo di giustizia di Cagliari ma è stato fermato dagli agenti di polizia penitenziaria, cinque dei quali sono però rimasti contusi, ognuno con 10 giorni di prognosi.
Lo rende noto il Sindacato autonomo polizia penitenziaria.
“Ieri mattina – spiega Luca Fais, segretario per la Sardegna del Sappe – il personale di polizia penitenziaria del servizio traduzioni e piantonamenti del carcere di Uta, coordinati dal vice responsabile, ha sventato una rocambolesca evasione dal tribunale di di Cagliari: il detenuto, al termine dell’udienza, al momento di essere portato nel reparto detentivo del tribunale cagliaritano al sotto piano, riusciva a divincolarsi e scappare, più volte inseguito dai poliziotti. È riuscito più volte a liberarsi aggredendo il personale e guadagnando l’uscita all’esterno. Solo grazie alla prontezza e all’agilità e tenacia dei poliziotti è stato nuovamente bloccato definitivamente”.
L’uomo deve ora rispondere anche di evasione e oltraggio a pubblico ufficiale.
“Il Sappe, alla luce di tale evento scongiurato non può fare altro che rimarcare e denunciare ciò che ha fatto nell’ultima riunione in sede locale, ovvero, la grave carenza di organico di 20 unità che il locale Nucleo Scorte non può sopportare – rimarca Fais – Da tale carenza ne deriva che la traduzione di ieri è stata effettuata da sole 8 unità di personale di scorta, quando nella realtà da protocollo operativo il personale doveva trovarsi nel numero doppio ovvero 16. Tutto questo non è più tollerabile perché ne vale della saluta psicofisica del poliziotto. Invitiamo immediatamente la direzione di Cagliari a colmare il gap di unità mancanti nel settore scorte”.
Donato Capece, segretario generale del Sappe, ha parole di elogio per i poliziotti che hanno sventato la fuga del detenuto: “E’ solamente grazie a loro se è stato possibile sventare la clamorosa fuga all’evaso. Ma la grave vicenda porta alla luce le priorità della sicurezza (spesso trascurate) con cui quotidianamente hanno a che fare le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria”. (Ansa.it)