Diciassette mesi dell’Italia giallo-verde

La crisi di governo è ormai arrivata, diciassette mesi sono trascorsi, per una maggioranza nata dopo le urne, tenuta insieme da un contratto, ma divisa su tanti temi decisivi. Diciassette mesi di promesse mantenute, dal reddito di cittadinanza al fenomeno dell’ immigrazione.

Il 4 marzo 2018 si chiudono le urne e l’Italia ha un governo giallo-verde. Se per il Pd il risultato delle elezioni è una grande sconfitta, il centrodestra non ha i numeri sufficienti per andare a governare. Il primo partito in Italia è il Movimento 5 Stelle, la Lega vede quadruplicare i voti e non è più un riferimento solo per il Nord Italia, comincia un percorso fino al successo delle Europee di maggio,cosa che ha portato un cambiamento nel panorama politico italiano. Anche se in Parlamento tutto è fermo ad un anno e mezzo fa,questo forse è uno dei fattori che ci ha portato alla situazione attuale.

Nell’arco di tempo di 80 giorni avvengono numerosi incontri con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il premier Giuseppe Conte, fino a quel momento docente universitario vicino ai cinque Stelle, avrà l’incarico solo il 23 maggio. Dopo lunghe riunioni tra i due partiti, così lontani prima del voto, l’elemento decisivo che unirà M5s e Lega è il “contratto”, un vero e proprio ‘atto notarile’ con l’indicazione degli impegni presi dalle parti. Un altro elemento che rivela la differenza tra le due compagini.

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