Dighe Enas, sindacati a Villa Devoto contro il silenzio dell’assessore Balzarini

La Regione dimostra per l’ennesima volta di non tenere in nessun conto le istanze dei lavoratori e le conseguenze devastanti del trasferimento all’Enas delle dighe del Taloro, Coghinas e Flumendosa”. E’ questo il leit motiv della manifestazione di ieri organizzata da FILCTEM CGIL – FLAEI CISL e UILTEC UIL per protestare contro il silenzio dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici Edoardo Balzarini, attuato di fronte alle richieste dei lavoratori Enel.

Un comportamento, secondo i sindacati di categoria, che si protrae dal 18 ottobre quando fu chiesto un incontro chiarificatore in seguito alla delibera di nove giorni prima.

Il presidio di ieri davanti alla sede istituzionale della Regione Sardegna, a Villa Devoto, ha rimarcato ancora una volta, la grave situazione che si verrà a creare a partire dal 1° gennaio 2019 con il trasferimento all’Enas delle dighe Enel del Taloro, del Coghinas e del Flumendosa con annessi gli impianti di produzione di energia elettrica.

FILCTEM CGIL – FLAEI CISL e UILTEC UIL temono che il settore idroelettrico sardo Sardegna possa fare un salto nel buio compromettendo gli importanti investimenti già pianificati da Enel stimati attorno agli otto milioni di euro oltre al mancato versamento ai comuni interessati di circa quattro milioni di euro per l’Imu. Il tutto rendendo precari i circa 100 posti di lavoro complessivi fra diretti e indiretti.

Con questa manifestazione – spiegano i rappresentanti sindacali – vogliamo denunciare alla pubblica opinione questa grave situazione di cui la Regione Sardegna e l’attuale maggioranza al governo si assumerà la responsabilità per le conseguenze che rischia di avere per la nostra isola”.

Il silenzio dell’assessore Balzarini è l’ennesimo atto di disprezzo di questa Giunta verso i diritti dei lavoratori – commentano i segretari di FILCTEM CGIL – FLAEI CISL e UILTEC UIL -. Come organizzazioni sindacali di categoria esprimiamo il nostro dissenso rispetto a questo modo di fare della Regione Sardegna. Non assisteremo impassibili allo smantellamento del settore idroelettrico nella nostra regione e non accetteremo che vengano ignorate in questo modo le legittime richieste dei lavoratori”

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