sabato, Gennaio 24

Doppio appuntamento per il festival Fuorimargine a Sa Manifattura. Domani Kelly Ardens.

Due nuovi appuntamenti per la trentunesima edizione del Festival Fuorimargine di danza contemporanea, in corso di svolgimento a Cagliari negli spazi di Sa Manifattura, con la direzione artistica di Momi Falchi e Giulia Muroni.

Prima nazionale il 7 ottobre per Il Margine di Kelly Ardens, produzione Fuorimargine, realizzata dopo un periodo di residenza. Il Margine è un racconto autobiografico e in divenire sulla salute mentale, che parte dal vissuto e dalla quotidianità di una persona con funzionamento di personalità borderline. Il Margine è il mondo della protagonista e una nuova narrazione per le persone che vivono, non un “disturbo” o una “sofferenza”, ma la condizione di persone neurodivergenti.  Il pubblico è invitato a guardare e ad ascoltare, immergendosi nella realtà della performer: nei suoi atti epici di dolore, nei suoi piccoli e grandi gesti che la fanno stare bene e nella sua arte multiforme, tra tarocchi, pastelli colorati, sigarette e ciglia finte. Dedicando le sue canzoni preferite, mettendosi a nudo raccontando le verità del suo percorso spirituale, Kelly immagina Il Margine come un cantiere aperto, dove tutto è ancora possibile. O come direbbe bell hooks: «Un luogo capace di offrirci la possibilità di una prospettiva radicale da cui guardare, immaginare alternative e nuovi mondi […] Uno spazio di resistenza. Uno spazio che ho scelto».

Il 9 e 10 ottobre il festival prosegue con Daniele Ninarello e Healing together, un progetto pensato partendo da azioni coreografiche create durante il lockdown e dedicate al concetto di “corpo della protesta”. Attraverso Healing together Ninarellovuole creare un “corpo collettivo” che si autogenera nel presente, come forma di protesta. I corpi dei performer si offrono alla comunità, con le loro vulnerabilità esposte e le loro ferite aperte. L’identità di ogni singolo corpo viene rivelata e decostruita in tempo reale, attraverso l’incontro con gli altri, i corpi si informano costantemente e reciprocamente, rinunciano all’idea di controllo, di strategia, ridefinendo la danza come una materia vibrante fra i corpi.

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