Dura presa di posizione dell’Associazione Amici di Sardegna per l’abbattimento degli alberi a Cagliari

Cagliari la città degli alberi buoni e degli alberi cattivi. In questo periodo si fa un gran parlare degli alberi a Cagliari. Mai come oggi una parte della cittadinanza manifesta grande interesse per questo tema. La cosa è per noi senza dubbio positiva, anche considerato quanto ci stia a cuore la città di Cagliari con la sua storia e il suo ambiente. Ma ci sono alcuni aspetti che non comprendiamo, ovvero perché ogni tanto vengono fuori alcuni temi che suscitano forti polemiche e contrapposizioni nella cittadinanza e fra i cittadini e gli amministratori, contrapposizioni e scontri che spesso generano anche risvolti nelle sale del Palazzo di Giustizia. I temi caldi di Cagliari che periodicamente ritornano sono molti e non stiamo a elencarli ma a volte basta un nulla per suscitare polemiche che vanno ben al di la della semplice contestazione di un fatto o di un episodio ma si inseriscono in altre e più complesse strategie. Il mio pensiero va alla copiosa letteratura di Tuvixeddu sulla quale non vogliamo soffermarci. A nostro avviso non ci sono alberi buoni e alberi cattivi. Gli alberi, come ogni forma di vita hanno un ciclo entro il quale esercitano le loro funzioni. Ciclo che ha un inizio e una fine, come tutte le cose. Facciamo ora un confronto fra gli interessi contrapposti. Da una parte vi sono gli ambientalisti che si lamentano dei tagli degli alberi, ma non di tutti a quanto pare. Questo perché le proteste prendono corpo a seconda delle circostanze. Infatti mi domando perché nessuno sia intervenuto con la stessa veemenza e determinazione per il taglio di oltre mezza dozzina di Palme nella Calata Darsena? Peraltro il Comune di Cagliari non ha realizzato questo abbattimento, anche perché l’area non è di sua competenza. Però c’è un grande silenzio…Come mai? Dall’altra vi sono gli amministratori che sono accusati di disboscare la città privandola del verde. Ma se una pianta muore o è impossibile curarla, è naturale preoccuparsi del suo abbattimento e sostituzione, anche per via dei gravissimi danni che la sua eventuale caduta potrebbe arrecare, nonché delle conseguenze risarcitorie che l’incuria del responsabile della cura delle piante (ovvero il Comune) provocherebbe in suo danno. Ma se le stesse azioni fossero state proposte o realizzate da altro tipo di Giunta cosa sarebbe accaduto? Questo non lo diciamo perché l’attuale Giunta ci è simpatica. Per noi le giunte sono tutte uguali fino a prova del contrario. Quello che conta sono i risultati e gli obiettivi raggiunti. Con gli anni e con l’esperienza maturata abbiamo imparato a pensarla così. Al di la di tutto credo che questa vicenda la si voglia usare per scopi e fini che di naturale e logico hanno ben poco. Per il futuro sarebbe meglio usare solo un poco di buon senso e migliorare il dialogo e la comunicazione fra amministratori e cittadini, senza precostituirsi ruoli, scenari catastrofici e irreversibili e magari preoccuparsi del verde quotidianamente, curandolo con rispetto come è giusto che sia.

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