Ecco i requisiti ed i paletti per il reddito di cittadinanza

Arrivano le prime indiscrezioni sul reddito di cittadinanza ed emergono soprattutto i “paletti” e le norme anti furbetti.  Nella bozza della misura, infatti, si prevede

– come riporta il Messaggero- che il sussidio non andrà a “nuclei familiari che abbiano tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie”. Fatti salvi i casi di giusta causa, quindi, per un anno chi si dimette volontariamente non percepirà il reddito di cittadinanza. Questo anche per evitare che un lavoratore si licenzi e continui a lavorare in nero aggiungendo l’assegno al suo guadagno.

E non solo. Non basterà una separazione o un divorzio per non far più nucleo familiare unico: sarà necessario anche non vivere più sotto lo stesso tetto. Una norma per evitare rotture “di comodo” per abbassare il reddito del singolo e avere così accesso al sussidio.

Paletti anche per i giovani. Perché percepiscano il reddito di cittadinanza è necessario che non sia più a carico dei genitori (in caso contrario il reddito familiare è unico). Anche se non vive più con loro, quindi, oltre a non lavorare deve rispondere a tre condizioni: avere almeno 26 anni, avere a sua volta figli e non essere a carico “ai fini Irpef” (cioè fino ai 24 anni avere un reddito sopra i 4mila euro e oltre i 24 fino al 2840 euro).

Sembra ormai chiaro poi che il sussidio andrà anche agli stranieri. A patto che abbiamo un regolare permesso di soggiorno e siano residenti in Italia da almeno 5 anni. Mentre non andrà a chi è in carcere o ai domiciliari, né a chi è ricoverato in strutture pubbliche con costi completamente a carico dello Stato.

I requisiti per chiedere il reddito di cittadinanza
Superati questi “paletti” per richiedere il reddito di cittadinanza sarà necessario avere l’Isee che non superi i 9360 euro e un reddito familiare il cui limite varia in base al numero dei componenti (dai 6mila euro per i single ai 12600 per le famiglie più numerose). A questo bisogna aggungere un patrimonio immobiliare che non vada oltre i 30mila euro e quello mobilare sotto i 6 mila euro (che passano a 10mila euro per un nucleo di tre persone, elevati di ulteriori 1000 euro per ogni figlio successivo al secondo, più altri 5 mila euro per ogni componente con disabilità). In famiglia, poi, nessuno dovrà aver intestato un’auto nuova (nei sei mesi precedenti la domanda) o di cilindrata superiore ai 1600 cc, moto sopra i 250 cc o barche. Con questi paletti il governo stima una platea di circa 1,4 milioni di nuclei familiari che potranno richiedere la misura.

Nella bozza si spiega inoltre che il reddito di cittadinanza partirà ad aprile e verrà erogato “dal mese successivo a quello della richiesta” per un periodo continuativo “non superiore ai 18 mesi”. Se dopo un anno e mezzo si sarà ancora senza lavoro, il sussidio potrà essere rinnovato “previa sospensione dell’ erogazione per un mese prima di ciascun rinnovo”.

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