Emilie, suicida a 17 anni per l'arroganza dei suoi compagni di scuola

Émilie aveva 17 anni quando ha deciso di mettere fine alla sua vita. Il 19 dicembre 2016 si è gettata dal balcone, a casa di suo padre. Il cuore ha smesso di battere circa un mese dopo, il 22 gennaio del 2016. I genitori, Virginie et Ian, sono convinti che a spingere la figlia alla disperazione siano state le violenze da lei  subite quando frequentava il liceo Notre-Dame de la Paix, a Lille. Émilie subiva continue derisioni e le raccontava nel suo diario, scoperto solo dopo il decesso. A casa, Émilie non raccontava nulla. «Avevo deciso di non dire a nessuno l’inferno che vivevo. Non volevo che i miei genitori sapessero fino a che punto fossi pietosa e pensassero di aver messo al mondo una completa cretina». Il malessere della ragazza è stato riconosciuto dai genitori un giorno che esplose in una crisi d’ansia, seguita dal ritiro da scuola. Gli anni seguenti, prima della tragedia, Émilie aveva continuato i suoi studi con corsi a distanza e alcune lezioni in un altro liceo, dove era stata accettata e aveva degli amici. Il danno, però, era ormai avvenuto: aveva sviluppato una sorta di fobia della scuola. La terapia psicologica non ha fermato la spirale depressiva della giovane, che si è suicidata.
I genitori hanno dato a La Voix du Nord l’autorizzazione di pubblicare i  racconti della ragazza. E così si capisce il suo dramma di ragazza rifiutata e presa in giro per il suo modo di vestire, per i suoi interessi, per il suo ruolo da ‘prima della classe’, soffriva in silenzio, senza riuscire a evitare gli atteggiamenti molesti e arroganti  dei suoi compagni. «Sentivo su di me lo sguardo di tutti. Li vedevo sorridere quando mi guardavano. Fissavano le mie scarpe, i miei jeans, il mio maglioncino a collo alto, la mia borsa. Qualcuno mi chiamava ‘clochard’». Quando poteva si rifugiava in bagno, che definisce “l’unico posto di questo fottuto liceo in cui mi sento tranquilla”. Tanti gli episodi di prevaricazione  descritti nel diario: in classe le lanciavano oggetti addosso, le mettevano gomme da masticare tra i capelli, non rispettavano le sue cose.

Virginia e Ian, i genitori di Emilie, hanno denunciato la scuola,   ritenendo che gli insegnanti  non hanno fatto nulla  per contrastare gli atti di bullismo subiti quotidianamente dalla  figlia. 

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