Enel Produzione: progetto Futur-e per dare nuova vita alle centrali elettriche non più operative

Cagliari. Progetto Futur-e,  trasformare la dismissione di un impianto in un’occasione di sviluppo per il territorio attraverso proposte innovative e sostenibili: è la sfida lanciata da Futur-e, il progetto di Enel Produzione per dare nuova vita ai siti di centrali non operative, entrato nel vivo anche a Portoscuso. La ex centrale ad olio combustibile è infatti protagonista del “Concorso di progetti” presentato oggi da Marco Fragale, Responsabile del progetto Futur-e di Enel Produzione, in un incontro presso la sede di Confindustria della Sardegna Meridionale a Cagliari.

Il lancio del concorso è frutto di un percorso di ascolto del territorio avviato a novembre 2017: una serie di incontri e interviste che hanno coinvolto associazioni, rappresentanti istituzionali, mondo imprenditoriale e altri soggetti che hanno potuto portare il loro contributo informativo e il proprio punto di vista sul possibile sviluppo futuro del sito. Tra gli scenari sono stati esplorati in particolare quelli relativi a nuove attività produttive e di logistica, oltre ad iniziative di ricerca.

Il concorso è aperto alla partecipazione a livello internazionale. Fino al 18 Gennaio 2019, chiunque intenda candidarsi per l’acquisizione e la riqualificazione del sito potrà farlo attraverso la pagina https://corporate.enel.it/it/futur-e. presentando una “manifestazione di interesse”. La seconda fase prevedrà poi l’invio di Proposte Progettuali comprensive di Offerte Vincolanti per l’acquisizione del sito. A questo punto la parola tornerà nuovamente al territorio: la valutazione delle proposte sarà infatti affidata ad una commissione tecnica formata da rappresentanti di istituzioni locali, Enel Produzione e mondo accademico, che verificherà l’idoneità delle soluzioni presentate, con particolare attenzione alle esigenze della comunità locale e a specifici requisiti di qualità della proposta, innovazione e sostenibilità sociale, ambientale e finanziaria, e applicazione dei principi di economia circolare. Solo le proposte che passeranno il vaglio della commissione accederanno alla fase finale del percorso per individuare il progetto definitivo.

“Avviare oggi il Concorso di progetti, frutto di un percorso di ascolto del territorio, permette di coniugare il futuro del sito di Portoscuso con le esigenze della comunità – ha commentato Marco Fragale – Agli investitori chiediamo infatti proposte progettuali coerenti con il contesto locale e il suo potenziale sviluppo. Il tutto partendo dai punti cardine della visione Open Power del gruppo Enel: ascolto e condivisione per generare valore condiviso”.

La Centrale di Portoscuso

La centrale di Portoscuso, che era alimentata ad olio combustibile, si trova nell’area industriale di Portovesme, a circa 500 metri di distanza dal porto, inserita in un contesto dove sorgono altri importanti insediamenti produttivi dei settori minerario, energetico e metallurgico. Costituita da due sezioni da 160 MW ciascuna, è stata costruita agli inizi egli anni 70. Il sito occupa una superficie di circa 138.000 metri quadri, di cui quasi 18.000 coperti. Dopo una drastica riduzione delle ore di produzione e la sua graduale uscita dall’esercizio elettrico, dal 2015 la centrale è inclusa in Futur-e.

Il progetto Futur-e

Futur-e è il programma di Enel per riqualificare, insieme alle comunità locali, i siti di 23 centrali termoelettriche che hanno concluso o stanno per concludere il loro ruolo nel sistema energetico nazionale. Dal 2017 è stata inserita nel progetto anche l’area ex mineraria di Santa Barbara, in Toscana. Il settore energetico è profondamente cambiato, a causa della riduzione dei consumi, della crescita delle rinnovabili e dello sviluppo e della diffusione di soluzioni efficienti. Enel conferma il suo ruolo di protagonista nella transizione verso un modello sempre più sostenibile accompagnando le centrali verso nuovi e diversi utilizzi per generare valore condiviso, secondo principi di “economia circolare”.

Avviato nel 2015, Futur-e è oggi riconosciuto a livello internazionale come best practice in termini di sostenibilità e circular economy.

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