Entro il 2020 connettività super in tutta la Sardegna

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I progetti della Regione Sardegna che aspirano a ridurre il digital divide ( divario digitale), partono dalle zone interne con l’obiettivo di dotare entro il 2020 tutti i 377 Comuni sardi, della banda ultra larga che permetterà una connettività di almeno 30 megabyte. L’assessore degli Affari generali nel corso dell’ultima tappa del tour di presentazione dell’Agenda Digitale della Sardegna promosso dalla Giunta regionale, ha affermato che è stato riscontrato un grande interesse sui progetti presentati riguardanti le tecnologie digitali. Si tratta di interventi finalizzati allo sviluppo delle nuove tecnologie in diversi ambiti dell’amministrazione regionale, dalla sanità all’ambiente ai beni culturali alla scuola alle politiche sociali con l’obiettivo di migliorare, con gli strumenti informatici, i servizi offerti dagli uffici di assessorati, enti e agenzie e di creare, grazie a connessioni internet più rapide e veloci, preziose opportunità di sviluppo al mondo delle imprese. Entro cinque anni, quindi, si dovrà completare, in Sardegna, la rete pubblica in banda ultralarga e garantire una copertura a tutta la popolazione con una connettività superiore rispetto all’attuale. Alla realizzazione delle infrastrutture è destinata una quota rilevante delle risorse utilizzabili, circa 250 milioni di euro.
I lavori partiranno nel 2016 con progetti in linea con gli obiettivi europei e i lavori saranno aggiudicati entro i primi mesi dell’anno. Ma per raggiungere gli obiettivi prefissati  è   necessario prima di tutto avere un sistema di infrastrutture su cui poi costruire i servizi, per questo circa la metà delle risorse complessive è destinato alla realizzazione delle reti in fibra ottica.
In Italia passiamo da zone coperte dalla banda ultralarga con velocità fino a 100 Mbps, ad aree scarsamente fornite o del tutto prive di copertura ADSL. Ad oggi il 40,3% degli italiani non ha accesso alla banda larga. In Europa la connessione ultraveloce ha superato il 50% della popolazione, mentre il nostro Paese è ancora fermo al 20%. Tradotto, tra la penisola e gran parte del vecchio continente esiste un forte divario di tipo economico e sociale.
In Sardegna sono stati attivati 4 accordi di programma relativi al Piano Nazionale Banda Larga ed è stato completato il 77% delle infrastrutture. Ma sono altri dati ad essere decisamente allarmanti: nell’isola soltanto l’8,5 % della popolazione si connette con una banda maggiore o uguale a 30 Mbps, mentre il 2,30% dei sardi risulta ancora offline.
I comuni che più soffrono il Digital Divide sono Villa Verde, Bidonì, Nughedu Santa Vittoria, Genuri, Villanova Truschedu, Baressa, Ussassai, Flussio, Villanova Tulo, Tadasuni. Mentre in vetta alla classifica dei comuni più connessi spicca Quartu Sant’ Elena con il 52,7% di banda ultra larga, seguita da Cagliari (44,8%) e Sassari (24,8%). Anche in Sardegna, dunque, la forbice è esasperata: abbiamo delle zone virtuose, scompensate da zone la cui copertura è ai minimi o totalmente assente.
In un mondo iper-connesso, restare indietro in termini di accesso alla banda larga e a tutti i vantaggi che ne conseguono, per un territorio significa prima di tutto precipitare in classifica in termini di sviluppo economico e di opportunità di crescita. Il non accesso alla banda larga, dunque, appare come uno dei principali ostacoli alla crescita della nostra regione.

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