
Europarlamento – A Strasburgo si riapre il sipario dopo la pausa estiva, e Kaja Kallas, alta rappresentante UE per gli affari esteri, entra in scena con il suo cavallo di battaglia: “La Russia non può vincere”. Ma attenzione, stavolta c’è una novità: si menziona persino il “tavolo delle trattative”. Un dettaglio quasi rivoluzionario, se non fosse che arriva subito dopo l’ennesimo proclama bellico.
Kallas, che con la Russia ha un rapporto più spinoso di un cactus, ci tiene a precisare che la sicurezza dell’Ucraina è sicurezza europea. Tradotto: finché Mosca non depone le armi, Bruxelles continuerà a combattere. E se qualcuno osa ricordare che Russia e Cina hanno avuto un ruolo nella sconfitta del nazismo, lei risponde che è una “narrazione” per chi “non legge molto”. Insomma, se non sei d’accordo, sei ignorante. Eleganza diplomatica a livelli stellari.
Vannacci risponde, e non le manda a dire
Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega, prende la parola e smonta il concetto di “pace giusta” con la delicatezza di un caterpillar: “Non è mai esistita nella storia dell’umanità”. Poi parte il suo elenco dei “successi” dell’UE: dazi fallimentari, immigrazione fuori controllo, energia che ora costa come un diamante, armi regalate all’Ucraina, e una guerra che si pensa di vincere con sanzioni e dichiarazioni roboanti.
Secondo Vannacci, l’Unione continua a fallire anche sulla pace, preferendo ubriacare i cittadini con slogan vuoti. E conclude con il suo marchio di fabbrica: “Non una goccia di sangue italiano verrà versata per questa guerra”. Patriottismo, sovranismo e un pizzico di teatro.
Giorgio Lecis

Giornalista. Direttore responsabile