Fase 2. Governo, sindaci e preti contro l’ordinanza di Solinas

Due giorni fa il Governatore della Sardegna Christian Solinas ha emanato un’ordinanza accelerando i tempi sulla riapertura delle attività commerciali legate ai servizi alla persona, differenziando le disposizioni nazionali; ieri, era nell’aria, Francesco Boccia, il ministro per gli Affari regionali, ha intimato al Presidente “di rivedere l’ordinanza

Dunque, come ci si poteva aspettare, ci sono problemi con gli strappi che Solinas ha deciso di fare al decreto Conte del 25 marzo addolcendo le restrizioni mantenute da Palazzo Chigi.

Boccia, che già nei giorni scorsi aveva richiamato le Regioni al rispetto del Dpcm, ha affrontato Solinas a muso duro, minacciando di invalidare l’Ordinanza se il governatore sardo non la dovesse cambiare nelle prossime ore. Boccia, furioso, ha fatto riferimento al via libera alle messe che Solinas ha deciso senza nemmeno consultare la Conferenza episcopale. La quale per mano del suo presidente Antonello Mura ha detto senza mezzi termini di non tollerare interferenze sostenendo che rientra competenza delle gerarchie ecclesiastiche decidere quando e come riaprire.

Su un caso simile, quello della Calabria, Boccia ha fatto sapere alla governatrice Jole Santelli, che è pronto a impugnare l’ordinanza davanti al Tar.

Non solo i preti ma anche l’ira dei sindaci soprattutto di sinistra, che hanno lamentato di non essere stati sentiti per concertare il provvedimento. E mentre pochi giorni fa si sono accaniti sbeffeggiando Mauro Pili accusandolo di diffondere fake news sui contagiati comune per comune, dati estrapolati dal sito del Ministero dell’interno. Oggi il presidente dell’ANCI Sardegna parlando a nome di tutti smentisce se stesso scrivendo su facebook “ancora oggi abbiamo difficoltà a conoscere l’identità dei soggetti positivi al Covid19”.

Il caos regna sovrano. I sindaci buttano in pentola di tutto dal contrasto tra le norme del potere centrale, che escluderebbero però le Regioni a Statuto Speciale, con le ordinanze del Governatore. I toni sono poco concilianti, ormai è guerra e volano gli stracci, “ai sindaci e ai cittadini non interessano le guerre di posizione fra Regioni e Governo.” Dentro mettono anche San Bernardo e il Papa.. “Preghiamo oggi per i governanti che hanno la responsabilità di prendersi cura dei loro popoli in questi momenti di crisi: capi di Stato, presidenti di governo, legislatori, sindaci, presidenti di regioni.

Perché il Signore li aiuti e dia loro forza, perché il loro lavoro non è facile. E che quando ci siano differenze tra loro, capiscano che, nei momenti di crisi, devono essere molto uniti per il bene del popolo, perché l’unità è superiore al conflitto”.

Non mi resta che aggiungere che il Signore ci liberi da ogni male!

Giorgio Lecis

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